Comincia da Pontida l'anno più difficile del Carroccio: Lega di lotta e di Governo

Quest'anno, l'appuntamento leghista di Pontida è stato forse fra i più significativi dell'intera storia del Carroccio. Ormai il partito/movimento di Bossi non ha più solo un forte profilo "di lotta", ma anche importanti responsabilità di governo. Da pochi mesi il Carroccio ha i suoi primi due governatori, in Piemonte e in Veneto. Il che, considerando la presenza al governo di Bossi e Calderoli ( ci sarebbe anche Brancher, "ufficiale" azzurro di collegamento con la Lega, ma il senatùr ne ha già ridimensionato il ruolo), vuol dire che il federalismo fiscale sarà seguito prima a Palazzo Chigi, poi in Parlamento, infine attuato nelle regioni del Nord ( Lombardia compresa, dove la Lega ha posti importanti in giunta e molti seggi in Consiglio regionale) direttamente da chi ha prima promosso e poi "imposto" all'attenzione del Paese e delle forze politiche la riforma.

Bossi, insomma, sembra avere in pugno la situazione: può controllare il percorso del federalismo fiscale; ha dalla sua Tremonti; conta su previsioni favorevoli ( secondo alcuni opinionisti il Carroccio viaggia verso il 13-14% dei voti contro il 32-33% del Pdl); sa che Berlusconi può vincere di nuovo le elezioni solo con la Lega ( senza contare che è proprio Bossi, talvolta, a fare da contrappeso a Fini, fatta eccezione per la vicenda del ddl intercettazioni).

Il punto è che però non tutto è facile come sembra. Il senatùr sa bene che negli stessi banchi della maggioranza non mancano parlamentari - soprattutto del Sud - che nutrono dubbi o contrarietà nei confronti del federalismo fiscale. Inoltre teme che se la situazione economica peggiorasse o richiedesse altri interventi correttivi, Tremonti potrebbe essere costretto a rinviare la presentazione del decreto delegato contenente le cifre della riforma. Una riforma che sta già tardando troppo ad arrivare e che promette risparmi di spesa una volta giunta a regime entro il 2016 ma che nell'immediato potrebbe avere "costi di avviamento" magari modesti ma non del tutto sostenibili.

Insomma, anche se ha la "golden share" del governo e della maggioranza, Bossi è preoccupato. Sa che la Lega sta per conquistare un successo storico, ma che gli ultimi metri prima del traguardo sono pieni di insidie. Ecco perchè cerca di motivare il suo popolo, perplesso per i tagli della manovra fiscale che colpiranno anche le regioni più " virtuose" ( quelle del Nord) e per il fatto che, anzichè emanare il decreto sui " costi standard" è stato nominato un ministro per " seguire l'andamento della pratica".

Fra la Pontida di ieri e la prossima passerà solo un anno: ma per il Carroccio, la sua base e i suoi propositi di riforma sarà il tempo in cui si potrà vincere o perdere l'intera posta in palio. ( Fonte.americaoggi.info)

Autore: Luca Tentoni

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