Come partorire naturalmente e senza paura

http://www.ilconsapevole.it/imgart/parto_in_casa_G.gifAbbiamo intervistato Elisabetta Malvagna, giornalista dell'Agenzia Ansa e studiosa dei temi della nascita da quando è diventata mamma di due bambini. Elisabetta ha raccolto dati, ricerche e testimonianze in Italia e all'estero che ha condiviso nei libri "Partorire senza paura"e "Parto in Casa - istruzioni per l'uso" (Edizioni Red), pubblicato da pochi mesi (aprile 2010). Segue anche personalmente due blog Partorire senza paura e Parto in casa oltre a curare una rubrica sul parto in casa sul portaleBambinonaturale.it.


 Cosa ti ha spinto a scrivere il tuo ultimo libro  in un paese che vanta la più bassa percentuale in Europa di parti in casa e la più alta percentuale di cesarei (oltre il 30%), ben al di sopra delle raccomandazioni dell'OMS? 

Il boom dei cesarei in Italia è uno dei temi centrali di  "Partorire senza paura", che ho pubblicato nel 2008. Nelle mie ricerche mi sono imbattuta in un dato inquietante: l'Italia detiene il primato del bisturi in sala parto nel mondo Occidentale. Il tasso di questa operazione chirurgica al Sud supera il 60% e nelle cliniche private arriva all’80-90%.Tra l'altro, scoprire che negli anni Sessanta la percentuali di bambini nati con il bisturi era solo del 5%, rispetto all'11% degli anni Ottanta e a quasi il 40% di oggi, mi ha davvero colpita. E mi sono chiesta se, a questo punto, le italiane siano ancora in grado di partorire secondo natura. Così, dopo il successo del libro precedente, ho continuato ad indagare e  a  interrogarmi su questo trend, scoprendo che spesso l’eccessiva  medicalizzazione ha poco a che fare con la salute , anche a lungo termine, della donna. E che uno dei motivi dell'abuso dei cesarei è legato a un interesse economico: il cesareo ha un rimborso doppio rispetto a quello vaginale da parte delle Regioni. In "Il parto in casa - Istruzioni per l'uso" parto dalla mia esperienza personale di mamma di due bambini nati in casa, per poi allargare la riflessione e offrire alle future mamme informazioni su un’alternativa sicura al parto ospedaliero che attira molte più donne di quanto si pensi. Ogni anno in Italia la scelgono circa 1500 donne (0,1%), ma le informazioni sono scarse e le istituzioni ostacolano questa opzione, che viene rimborsata solo in poche regioni.  Credo che non si possa più ignorare il diritto delle future mamme di decidere dove dare alla luce i loro piccoli. In molti  paesi industrializzati sono nati movimenti d'opinione contro il parto hi-tech . A differenza dell'Italia, all’estero si sta riscoprendo il valore del parto domiciliare e si tiene conto delle ultime evidenze scientifiche secondo le quali  gli interventi chimici e chirurgici in sala parto, quando non sono necessari, hanno gravi conseguenze sulla salute di mamme e neonati

 


Perché le donne hanno sempre più paura del parto?


Stiamo perdendo la consapevolezza del nostro corpo e delle sue potenzialità. Ci siamo fatte convincere di non essere più capaci di partorire i nostri piccoli senza interventi chimici e chirurgici. E che durante il parto debba sempre accadere il peggio. Questo provoca ansia e paura. Non a caso, il sottotitolo di "Partorire senza paura" è "comesuperare i luoghi comuni sulla nascita e riconquistare una capacità perduta". Noi donne abbiamo lottato tanto per la nostra autonomia e indipendenza. Ma quando entriamo nei reparti maternità' o in sala parto, ci facciamo mettere sotto tutela. Sono convinta che ogni donna sia un essere umano unico, con la sua storia, il suo vissuto e le sue emozioni. Al momento del travaglio e del parto, bisognerebbe lasciare che il suo corpo trovi il suo percorso, anche doloroso, e che la futura mamma, perché tutto vada nel migliore dei modi, possa attingere alle sue risorse, alla sua forza, che spesso non sa neanche di avere. Se avessimo più fiducia nella nostra competenza di madri, ci stupiremmo di quanto é forte e perfetto il nostro potere procreativo. Il problema è che tutto rema contro questa consapevolezza. In sala parto a comandare è l'orologio, i ritmi e le procedure ospedaliere, la paura di cause legali. Un altro fattore che scatena la paura è la disinformazione: è evidente che l'ignoranza provoca paura, ansia. Ma alle donne che chiedono il cesareonon viene detto che questo 'taglietto' ha dei rischi molto maggiori rispetto al parto vaginale:  triplica il rischio di mortalità materna,  riduce la possibilità di avere altri figli, aumenta il rischio di gravidanze extrauterine e di difficoltà respiratorie per il neonato.  Il taglio cesareo, inoltre, è stato associato a numerosi danni  a lungo termine, come la formazione di aderenze addominali e dolori pelvici cronici.  


Quando conta un buon parto per la salute futura della mamma, del bambino e della famiglia? 

Bisognerebbe far sapere all’opinione pubblica che ogni anno migliaia di donne subiscono interventi chirurgici inutili (cesarei, induzioni, episiotomie), che mettono a rischio la loro vita e la loro salute, e anche quella dei loro bambini, i quali possono avere problemi respiratori e nascere pre-termine. Spesso un parto violento, altamente medicalizzato, ha conseguenze negative sulle relazioni con il bimbo, l'allattamento e le relazioni di coppia. Inoltre il parto chirurgico comporta un aumento del rischio di malattie respiratorie, asma, infezioni dell’orecchio, problemi di stomaco e allergie della pelle, così come una diminuzione del rischio di diabete e di sindrome della morte infantile. Un approccio diverso, più naturale alla nascita, favorisce una partecipazione attiva della donna e del partner a un evento così' importante e delicato della sua vita, stimolando le risorse sane e la salute nel suo complesso.  

 


 

Quali sono i pro del parto in casa rispetto al parto nelle strutture ospedaliere? 

I pro sono moltissimi. Innanzitutto, il parto domiciliare riporta la donna, e il suo bambino, al centro della scena, dell’evento. Assumendosi questa responsabilità, inoltre, la mamma stimola le sue risorse innate e avvia un processo di salutogenesi che avrà positive ripercussioni negli anni a venire. Spesso a optare per il parto in casa sono  donne che hanno avuto esperienze ospedaliere negative, o che vogliono evitare un cesareo, un’induzione o un’episiotomia inutili. Alcune lo preferiscono perché non vogliono separarsi dai figli precedenti e desiderano farli partecipare, con le dovute attenzioni, a questa ‘festa’ familiare. Il parto domiciliare ha anche vantaggi dal punto di vista batteriologico: i germi che abitano negli ospedali sono molto più aggressivi dei germi ‘amici’ che vivono in casa. E i bambini nati con questa modalità sono molto più tutelati sotto questo profilo. Secondo i racconti raccolti, comunque, uno dei motivi principali è che la mamma non deve obbedire agli ordini impartiti dal personale ospedaliero, che spesso rispetta più le procedure standardizzate stabilite dalla struttura, che il processo fisiologico del parto e i bisogni della mamma. Insomma, a casa propria la donna non deve “chiedere il permesso” di partorire. E, come dimostrano le evidenze scientifiche, il sentirsi ‘sicure’, protette, non minacciate, rappresenta un importante fattore di sicurezza nel processo del parto.

 

Quale augurio ti senti di fare alle donne e alle coppie che stanno cercando e aspettando un bambino?
 
Per affrontare la gravidanza e il parto con serenità il mio consiglio alle donne è: informatevi e non credete ai luoghi comuni sulla nascita, ma alla vostra competenza di madri. E rivalutate la figura dell’ostetrica. Molte ricerche hanno dimostrato che l'assistenza femminile é la migliore garanzia di successo di un parto. Infine, ricordate che non è tanto importante dove si partorisce, ma ‘come’. Difendete la vostra privacy e la libertà di movimento, fatevi appoggiare dal partner o da figure ‘amiche’.  Quando una donna si sente supportata e in un ambiente protetto, si tranquillizza. La fiducia vince sulla paura. E può dare alla luce il proprio cucciolo nella gioia e in totale sicurezza. ( Fonte: www.ilconsapevole.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog