" Come è ancora "lenta" l'automobile elettrica!" di Giorgio Carrion

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

http://media.caffe.ch/media/2012/07/17941_17_medium.jpgAttaccare l'auto ad una presa di corrente e garantirsi un pieno di energia in tempi brevi e per una lunga percorrenza è ancora un'utopia. L'industria automobilistica sforna nuovi modelli a getto continuo, prevalentemente ibridi, ma la rete infrastrutturale (le colonnine di ricarica) in quasi tutti i paesi non è ancora adeguata, così come l'autonomia energetica delle vetture. Alla fine del 2011, il parco circolante svizzero era costituito da circa 24mila auto ibride e 1100 veicoli elettrici. Di questi ultimi, circa 110 le auto completamente elettriche in Ticino. Una quota di appena lo 0,04 sul totale degli oltre 293mila veicoli circolanti.
Gli automobilisti mostrano di non credere ancora alla mobilità elettrica. "Le stime più affidabili parlano di una quota di mercato mondiale delle auto elettriche pari al 10% già nel 2020", spiega Raffaele Domeniconi, direttore del Centro di competenze per la mobilità sostenibile Infovel di Mendrisio. "In Svizzera l'Ufficio federale dell'energia ha elaborato - precisa -  diversi scenari di sviluppo: a seconda dei differenti fattori utilizzati si stima una quota del parco veicoli circolanti compresa tra il 2,5% e il 6% entro il 2035". In Ticino il Piano energetico cantonale stima che per il 2050 la metà delle auto sarà elettrica... "Per i veicoli a due ruote è molto più difficile fare delle ipotesi, ma si può ricordare che in Svizzera le vendite di biciclette elettriche raddoppiano ogni anno e che nel 2010 le vendite di queste bici hanno raggiunto il 10% del totale delle vendite".
La strada per una mobilità elettrica - da non confondere con quella ibrida, dove sotto il cofano convivono un motore termico a combustione e uno o più motori elettrici - è in realtà un sentiero ancora piuttosto stretto e difficile. Sebbene, proprio il Canton Ticino con la sua rete stradale sarebbe assai adatto ad una mobilità ecologica elettrica. Il 74% degli spostamenti medi giornalieri dei ticinesi non supera i 10 chilometri, ma l'80% delle distanze percorse nel corso di una giornata avviene mediante automobili private, mentre nel resto della Svizzera tale valore è mediamente del 70%. Il passaggio alla mobilità elettrica contribuirebbe in modo sostanziale a ridurre il consumo di energia non rinnovabile e quindi anche a ridurre i costi.
"La trazione elettrica garantirebbe già oggi un risparmio del 50% dell'energia consumata da veicoli alimentati a benzina, del 40% rispetto agli attuali veicoli diesel", è scritto nella scheda del Piano energetico cantonale deliberato nel 2010. Ma in realtà, come spiega Roman Rudel, docente alla Supsi e responsabile del progetto e-mobiliTI sulla penetrazione della mobilità elettrica individuale in Ticino,  la diffusione dei veicoli elettrici è ostacolata da barriere mentali radicate e da pregiudizi nei confronti delle loro prestazioni: "È, inoltre, frenata da un investimento iniziale importante che richiede un lasso di tempo di diversi anni per l' ammortamento rispetto a un veicolo a combustione interna". Secondo lo studioso, il cantone, però, dispone di una rete di ricarica di "ottimo livello.  Diversi studi dimostrano anche che i veicoli elettrici sono generalmente ricaricati a domicilio. La sfida riguarda essenzialmente la pianificazione e regolamentazione dell'infrastruttura di ricarica per le abitazioni plurifamiliari e presso gli uffici, dove in futuro questi veicoli elettrici sosteranno durante il giorno".
Secondo le valutazioni dell'esperto Supsi, il passaggio verso la mobilità elettrica sarà determinato dall'esaurimento inevitabile delle fonti energetiche non rinnovabili, dalle decisioni dei governi di avere una flotta di veicoli a bassa emissione di CO2. " Non meno importanti saranno i cambiamenti del valore culturale e simbolico dell'automobile - aggiunge -, soprattutto per le nuove generazioni di giovani residenti in grandi città. L'automobile perde il valore di status symbol". E ne guadagnerà l'ambiente. ( Fonte: www.caffe.ch)
gcarrion@caffe.ch

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