Cibo locale, cultura locale: alternative alla grande distribuzione organizzata - di Monica Di Bari e Saverio Pipitone

http://www.viviconsapevole.it/data/img_articoli/cibo_locale_G.gifAlcune esperienze italiane alternative alla grande distribuzione e alle logiche della globalizzazione, che abbracciano i principi della biodiversità, del localismo, del biologico, della genuinità di gusti e sapori. Con un’attenzione costante al senso della misura e al “non spreco”.

Altramura: un fornaio contro il cibo veloce e standardizzato
É il 2002 quando Luca di Gesù apre un piccolo forno proprio accanto ad un Mc Donald’s appena inaugurato ad Altamura. Il fast food propone Big Mac e Big Fish, mentre Luca produce le tradizionali pizze, le focacce e il pane d’Altamura. Non c’è confronto: i ragazzi del paese preferiscono le produzioni locali alla novità americana. Pochi mesi e il Mc Donald’s chiude. La notizia fa il giro del modo: quotidiani internazionali come “Liberation”, “New York Times” ed “Herald Tribune” raccontano del vecchio fornaio che schiaccia il punto vendita della più grande multinazionale dell’hamburger.

A Mestre si barattano caffé e panini
Situato all’interno del parco Bissuola di Mestre, a prima vista sembra proprio un normale bar.
Ma dietro ad un aspetto usuale si nasconde un luogo speciale dove è possibile prendere un caffè, uno spritz o uno spuntino biologico scegliendo se pagarlo o se barattarlo, dando in cambio un libro, una vecchia sedia o un gioco da tavola. L’idea nasce, nella primavera del 2006, da un italiano e un senegalese: Stefano Pesce e Amadou Barra. Nei primi mesi il baratto ha fruttato i mobili per arredare il locale, il lavoro di due studenti dell’Accademia di Belle Arti che hanno dipinto le pareti, e i libri che hanno dato vita ad una piccola biblioteca con 400 volumi a disposizione per la lettura o il prestito. Al Bar-Atto si mangiano panini con ingredienti da agricoltura biologica e le posate sono rigorosamente in Mater-B, completamente biodegradabili nel rispetto dell’ambiente. Ma i punti di forza del Bar-Atto sono lo scambio e la condivisione: il cliente e i gestori a essere parte di una comunità; ogni domenica mattina il baratto brunch organizza un pasto sociale: si pagano le bevande e si condivide il cibo portato da casa.

La filiera corta di Varese Ligure
Varese Ligure, piccolo borgo appenninico tra Parma e La Spezia, ha meritato il titolo di paese più ecologico d’Europa: con mulini a vento e pannelli solari ottiene energia pulita e in quantità superiore al suo fabbisogno, riuscendo a rivenderne una parte all’Enel. Produzioni rigorosamente biologiche e valorizzazione dei prodotti locali: la decisione di puntare sulla qualità della produzione ha fermato lo spopolamento, triplicato il turismo e creato nuovi posti di lavoro.
Per quanto riguarda la produzione di carne, le vacche allevate nella zona sono esclusivamente italiane: si tratta delle «bruno alpine», che al contrario delle più famose vacche frisone (capi importati originariamente dagli Stati Uniti), producono un terzo in meno di latte, ma di qualità superiore. Il latte prodotto rifornisce Ars Food, lo yogurtificio biologico. I vitelli vengono svezzati al pascolo per sei mesi e in seguito allevati con mangimi biologici; la produzione di carne soddisfa il consumo della valle e viene venduta esclusivamente a Varese Ligure e a S. Pietro Vara. I controlli sulla carne sono rigorosi: sul bancone una serie di dati indicano l’allevatore, la data di nascita dell’animale, la macellazione. I prodotti locali, provenienti dalle oltre sessanta piccole aziende, riforniscono la mensa locale e i mercati del paese, dove gli abitanti fanno spesa, consapevoli della qualità e della provenienza del cibo.
Fonte: www.viviconsapevole.it

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog