Ci ritroveremo una centrale nucleare in Lombardia. Parola del Ministro Romani

Come era prevedibile appena si cominciano a intravedere quali saranno i siti individuati dal governo per costruire le prime centrali nucleari, si rialza il polverone. Noi crediamo che questo governo, per fortuna, non riuscirà mai a portare avanti questo programma non condivisibile sotto ogni punto di vista a partire da quello economico.

 

Ma detto questo veniamo alla cronaca di oggi, il neo ministro dello sviluppo economico Romani a margine di un incontro a Milano ha detto: «Ritengo che, non essendoci un'opposizione pregiudiziale da parte del presidente Formigoni, una centrale in Lombardia può darsi possa essere installata, ma è un problema che sarà analizzato da chi lo deve fare, nel consenso di coloro che nel loro territorio vedranno installata la centrale».

 

«Penso che la Lombardia - ha aggiunto Romani - sarà sicuramente una delle regioni dalla quale si comincerà ad esaminare la positività che possa essere installata. È la più grande regione italiana, la più popolosa, la più industrializzata e quindi è quella più bisognosa di energia. Non voglio fare numeri ma mi sembrerebbe strano non prevedere che in Lombardia ce ne possa essere una».

 

Romani ha infine ricordato che «il progetto ad oggi prevede quattro centrali ed è ovvio che si dovranno trovare i siti». Ma la prima reazione negativa non arriva da una associazione ambientalista, bensì dal presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, che è del Pdl e soprattutto berlusconiano doc: «Credo che il territorio milanese sia talmente conurbato da non essere l'ideale per una centrale nucleare. Lasciamo - aggiunge Podestà, intervenuto a margine di un incontro a Milano - che sia una commissione tecnica e governativa a fare le scelte sui siti. Non spetta assolutamente a me».

 

Ecco subito la sindrome nimby da parte degli amministratori e i Verdi per la Costituente ecologista, attraverso Angelo Bonelli,  non mancano di aggiungere altri particolari: «La centrale nucleare in Lombardia di cui parla il ministro Romani, molto probabilmente, sarà realizzata fra le province di Cremona e Mantova lungo l'asta pluviale del fiume Po. Una classe delle scuole medie avrebbe gestito meglio rispetto a questo governo la gestione della comunicazione dei siti per le centrali nucleari. Sono mesi, infatti, che assistiamo ad un balletto indecoroso del governo che alterna mezze verità a tante bugie sui siti in cui verranno costruite le centrali. Noi Verdi da mesi abbiamo reso noti i probabili siti senza mai essere stati smentiti».

 

«Il governo continua a nascondere la verità agli italiani nella speranza di addolcire il ritorno al nucleare nascondendo la verità: ma al momento della costruzione delle centrali siamo sicuri che gli italiani si mobiliteranno per dire un forte 'NO' al nucleare, radiattivo, pericoloso e costosissimo - conclude Bonelli -. Già dalle prossime settimane noi Verdi lanceremo una mobilitazione straordinaria per la democrazia nell'informazione, affinché questioni come quella del nucleare non siano trattate in assoluta assenza di contraddittorio, come, invece, sta avvenendo».

 

Secondo i Verdi i siti sono: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).

 

Incredula infine Legambiente che spiega: «Pensavamo di avere finalmente un Ministro dello Sviluppo Economico e invece siamo di nuovo al ministero della propaganda - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - la nostra regione dispone di un moderno ed efficiente parco centrali a turbogas che funzionano a regime dimezzato ma che all'occorrenza potrebbero produrre più energia del fabbisogno regionale, abbiamo agevoli connessioni con la rete elettrica europea, un notevole contributo di energia prodotta da fonti rinnovabili, che dovrà aumentare nei prossimi anni secondo quanto promesso da Formigoni alla vigilia delle elezioni. Di molto c'è bisogno per alimentare la ripresa economica della Lombardia, non certo di una centrale nucleare in uno dei territori a più alta densità di popolazione d'Europa». ( Fonte: www.greenreport.it)

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