Cellule tumorali ricreate in laboratorio da ricercatrice italiana

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/T-cells_1313989321.jpgLe cellule staminali del cancro, quelle cellule ‘bambine' capaci di generare e accrescere un tumore, possono essere ottenute in laboratorio ‘riprogrammando' cellule adulte già differenziate e prelevate dalla pelle. Lo ha scoperto Paola Scaffidi, una ricercatrice italiana che lavora negli Stati Uniti presso il National Cancer Institute di Bethesda. I risultati dello studio, condotto insieme al collega Tom Misteli, sono pubblicati su Nature Cell Biology.

 

Questa ricerca rappresenta una piccola rivoluzione nello studio dei tumori. Fino a oggi, infatti, si pensava che le staminali tumorali derivassero da normali cellule bambine improvvisamente ‘impazzite' a causa di qualche mutazione genetica. "I nostri risultati - spiega Paola Scaffidi all'Ansa - indicano invece che anche le cellule differenziate possono essere una fonte di staminali tumorali: sono sufficientemente plastiche per riprogrammarsi, de-differenziarsi e acquisire proprietà tipiche delle staminali che generano un tumore". I ricercatori sono giunti a questa conclusione inducendo la riprogrammazione in alcune cellule umane adulte già differenziate, i fibroblasti della pelle.

 

Questi sono stati modificati eliminando due ‘guardiani' che regolano il ciclo cellulare (le proteine p53 e pRB) e introducendo dei geni che invece rendono la cellula immortale e capace di proliferare in maniera illimitata.

 

"Tutte le cellule modificate hanno acquisito la capacità di proliferare indefinitamente in piastra - aggiunge la ricercatrice - ma una piccola percentuale è stata capace anche di generare un tumore una volta iniettata nei topi". Queste cellule hanno dimostrato di "comportarsi proprio come staminali tumorali: hanno acquisito la capacità di rigenerarsi indefinitamente, di differenziarsi in altri tipi cellulari e, grazie a queste proprietà, di formare tumori". In futuro questa scoperta potrà aiutare lo sviluppo di nuovi farmaci capaci di eradicare il tumore alla radice, uccidendo proprio le staminali che lo alimentano.

 

Oggi sappiamo ancora poco delle caratteristiche biologiche di queste baby-cellule malate, perché sono molto rare, difficili da isolare e da studiare in provetta. Quelle ‘riprogrammate' da Paola Scaffidi, invece, potranno costituire un modello standard e di facile utilizzo da impiegare in laboratorio per nuovi esperimenti. ( Fonte: www.americaoggi.info)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog