Casalpusterlengo: tangenziale da rivedere

«Tutti sanno che la variante alla via Emilia è stata progettata per passare ad ovest dell’abitato, fra Casale e Ospedaletto, dove negli anni scorsi si è già sviluppata attività industriale e logistica - spiega Rebughini, avvocato, a capo di un comitato di cittadini a Zorlesco -. La ventilata trasformazione delle aree agricole di Vittadone e Zorlesco a produttivo avverrà invece ad est, oltre la ferrovia».

 

Se è vero che il progetto costa oltre 100 milioni di euro e che la somma attualmente a disposizione dell’Anas è di circa 90 milioni, «mi chiedo se non sia il caso di aprire una riflessione politica e amministrativa che valuti tutti gli interessi in campo affinché si proceda per lotti funzionali a realizzare la tangenziale alla via Emilia costruendo pure una strada di collegamento fra questa provinciale e la tangenziale di Codogno, dietro la Lever, che sbuchi in prossimità del cavalcavia ferroviario sulla provinciale 234 e rivedere in parte il tracciato della variante qualora si realizzi l’intervento di logistica». Infatti, per Rebughini «costruire la tangenziale per lotti funzionali servirebbe a farla partire in tempi brevi, con soldi certi, cominciando a collegare la 234 con la via Emilia in prossimità del ristorante Mondial, liberando subito Casale da una parte consistente di traffico».

 

Poi la proposta che, se fosse presa in considerazione, sarebbe rivoluzionaria. «Se Comune a Provincia daranno il via libera all’insediamento logistico sarebbe opportuno che contestualmente pensino anche a spostare la tangenziale attualmente prevista ad una nuova sede, parallela alla ferrovia in direzione est, nel tratto Zorlesco-Casale». In pratica, significherebbe rovesciare la “filosofia” stessa del tracciato che appunto taglia in due Casale a ovest e non a est. Infine, l’ex sindaco sottolinea che «la soluzione più ovvia sarebbe quella di non autorizzare la trasformazione delle aree agricole, dirottando l’operatore su altre aree già a vocazione produttiva, come per esempio nelle aree ex Saffa o all’interno del piano produttivo Pip in zona Lever. Ma se così non fosse ritengo non solo opportuno, ma necessario riflettere sull’impatto che il nuovo insediamento creerà». Dunque Rebughini ribadisce che «dell’attuale progetto della variante una parte potrebbe essere salvato ed una parte modificato, ottenendo il risultato di realizzare un’opera» al passo con i progetti futuri e non legata al passato. ( Fonte: www.liberta.it)

Autore: Matteo Spagnoli

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