Casalpusterlengo: nasce con i mattoni della Thermal la fabbrica d’alluminio più grande al mondo

In tempi in cui si sente parlare spesso di crisi, licenziamenti e dell’affanno dell’economia reale, quella che riguarda la Thermal Ceramics, azienda di Casalpusterlengo che impiega circa 120 dipendenti, è una bella notizia. L’azienda di Casale, infatti, si è aggiudicata una maxi-commessa da 8 milioni di dollari per la fornitura di mattoni isolanti a quello che sarà, una volta ultimato, il più grande complesso per la produzione di alluminio del mondo.

 

ARABIA SAUDITA - Una delle “menti” dell’operazione è il manager piacentino Maurizio Fava, direttore strategie Europa della Thermal Ceramics. «Il lavoro verrà fatto qui a Casale - spiega Fava - e la commessa riguarda il nuovo stabilimento per la produzione di alluminio di Ras Az Zawr, in Arabia Saudita, che sarà il più grande mai realizzato». Il lavoro attorno alla maxi-commessa inizierà nel 2011 e si concluderà nel 2012, mentre per l’anno successivo è prevista l’uscita del primo lingotto di alluminio dallo stabilimento. Un segmento di mercato, quello dell’efficienza termica applicata alla produzione di alluminio, su cui la società “satellite” del gruppo inglese Morgan Crucible sta puntando da tempo. E ora raccoglie i frutti. «Ci crediamo dal 2006, con investimenti ritenuti strategici per lo sviluppo», dice Fava. Una doppia vittoria, quella della Thermal. Anzi, tripla. «Gli arabi ci hanno scelto insieme ad altri due nostri competitor per l’offerta di carattere tecnico, operativo e commerciale e proprio ieri ci hanno comunicato che il nostro progetto è stato giudicato il migliore, così ci siamo aggiudicati l’importante commessa da quasi 8 milioni di euro».

 

PIACENZA - Un piacentino che fa business oltre Po, e da lì nel mondo, Maurizio Fava, che parla anche di «economia sociale» e di «ambiente di lavoro sereno e soddisfacente per tutti». Il quale non si nasconde se chiediamo un’opinione sull’economia piacentina.

 

«Provo tristezza - dice il manager - nel vedere il tessuto imprenditoriale piacentino in difficoltà e un po’ carente di iniziative imprenditoriali, una dinamica generale che si lega al momento che il sistema industrale italiano sta vivendo. Sembra che fare industria sia diventata un’attività di nicchia, per pochi intimi. Noi facciamo parte dell’economia reale che produce e che sembra un po’ bistrattata, la cosiddetta old economy, che molti davano per marginale quando è esplosa la new economy. Ma poi abbiamo visto come sono andate le cose. Sono orgoglioso di fare parte dell’economia che produce, dell’economia reale». ( Fonte: www.liberta.it)

 

Autore: Mattia Motta

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