" Casalpusterlengo: bilancio negativo per il primo anno di attività del centro-destra" di Andrea Bossi

Dodici mesi possono apparire un lasso di tempo ancora limitato per esprimere giudizi perentori e definitivi, tuttavia, i primi passi mossi dalla nuova giunta di Casale, già delineano un’idea di città lontana dai profili che per anni, noi di Casale Democratica, abbiamo cercato di proporre. Ho individuato alcune tematiche (ce ne sarebbero molte altre, ma queste penso siano abbastanza significative) che mostrano limiti e approcci inadeguati mostrati dall’amministrazione Parmesani. Il comune di Casalpusterlengo, nonostante le richieste dell’opposizione e dei sindacati, non ha aderito al fondo di solidarietà anticrisi provinciale, finalizzato a fronteggiare i problemi del lavoro. Inoltre, non è stata predisposta alcuna misura solidale di assistenza a livello cittadino per aiutare cassaintegrati e disoccupati e per creare sinergie e contatti con il modo imprenditoriale e occupazionale.

Sono stati decretati aumenti di costo per tutti i servizi a domanda individuale. Questa scelta avrà ripercussioni sulla fruizione delle prestazioni pubbliche da parte delle famiglie. Se infatti è vero che i servizi offerti dal Comune sono rimasti gli stessi, è altrettanto corretto ammettere che, i capillari aumenti delle rette, li hanno resi più selettivi. Nessuna politica per il sociale è stata intrapresa: le risorse non sono state ridistribuite, i servizi non hanno subito implementazioni a favore degli indigenti. Si afferma poi un messaggio pericoloso, quello di privare i servizi alla persona del loro valore civico ed umano e di considerarli alla stregua di qualsiasi altra voce di bilancio. Questo passaggio segna una decisa controtendenza con la precedente amministrazione che ha sempre considerato i sevizi come una priorità della sua azione.

Le politiche di sicurezza, tanto care alla Lega, non presentano alcun cambiamento. Tutt’oggi a Casale continuano ad essere in vigore le misure varate dalla precedente giunta di centrosinistra (controlli della polizia municipale negli appartamenti ad alto ricambio abitativo, potenziamento della videosorveglianza). Una contraddizione per chi ha propagandato la fuorviante immagine di una Casale insicura a causa del lassismo del centrosinistra. Si è poi sottovalutato il profilo culturale e antropologico che accompagna il fenomeno migratorio, che non può ridursi ad una mera disquisizione sull’ordine pubblico. Nulla è stato fatto per promuovere forme di convivenza positiva attraverso iniziative di integrazione e dialogo. A questo si aggiunge l’atteggiamento distratto nei confronti della società civile e delle sue formazioni associative.

A testimonianza di ciò si può ricordare la tardiva e approssimativa organizzazione delle feste civili ( 25 Aprile e 2 Giugno su tutte), nonché la cronica assenza degli amministratori locali da eventi e manifestazioni cittadine. In non poche occasioni, il consiglio comunale è stato svuotato delle sue funzioni collegiali di dibattito e libero confronto. Dialogare, criticare, argomentare, le proprie idee, dovrebbero essere le caratteristiche di una corretta dialettica democratica. La maggioranza dovrebbe capire che la vittoria elettorale non legittima ad agire in solitario con un atteggiamento possessivo nei confronti della città come fino ad oggi è stato fatto.

Andrea Bossi

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