http://ts3.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1574452933778&id=9fd63c02841e6e4e1b360c2fb0ab4262CREMONA – Le firme sono arrivate ai primi del mese e con loro anche l’ufficialità della fusione fra il Consorzio del Casalasco di Rivarolo del Re (Cremona) e la Boschi Food&Beverage di Fontanellato (Parma). Questa unione sancisce la nascita di un vero e proprio colosso del pomodoro prodotto e lavorato a livello industriale, in grado di superare i 200 milioni di euro di fatturato, attivo con quattro stabilimenti e quaranta linee di produzione nelle province di Cremona, Mantova, Parma e Piacenza, per un potenziale di posti di lavoro che supera i 2500 addetti se si considera anche l’indotto.

“Il Casalasco – spiega Coldiretti Lombardia – è una realtà importante sia per quanto riguarda la dimensione industriale che il legame che ha sempre tenuto con il territorio, valorizzando il vero pomodoro italiano in una logica di filiera agricola italiana che porta il prodotto dal campo alla tavola, avvicinando agricoltori e consumatori in un circuito virtuoso basato sulla qualità e sulla sicurezza alimentare”.

Un’importanza confermata dai numeri del consorzio: 340mila tonnellate di pomodoro trasformato, quasi 4500 ettari di terreno coltivato, più di 300 aziende agricole associate, tutti produttori “limitrofi”, per una lavorazione che avviene praticamente a chilometro zero. Cifre che ne fanno uno dei poli d’eccellenza nel mercato di riferimento. In Italia, nel 2011, la produzione di pomodoro da industria ha toccato i 4 milioni e 950 mila tonnellate, di cui mezzo milione nella sola Lombardia.

Il consorzio, tra l’altro, è anche uno dei protagonisti del sorpasso effettuato dal pomodoro del nord (il cosiddetto ‘tondo da industria’, ndr) sull’ortaggio caratteristico del meridione, il San Marzano. Un risultato accolto con malcelata soddisfazione anche dal direttore del consorzio, Paolo Voltini: «L’industria del Nord ha poche strutture molto forti in grado di offrire diversi prodotti: polpa, concentrato, passate, sughi aromatizzati e pronti da scaldare, ragù. Al Sud ci sono tante piccole aziende». E il pomodoro da insalata? «Segue strade del tutto diverse: grande distribuzione o mercati rionali. Ma anche qui è il nord a prevalere». ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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