Carrocciopoli: fatti e misfatti di chi predicava l’antipartitocrazia

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica5/carrocciopoli_200_200.jpgL’ultima boutade del carroccio, spostiamo i Ministeri al Nord, è l’ennesima dimostrazione di come la migliore strategia per difendersi sia l’attacco. La sparata dei leghisti serve a creare una zona d’ombra sui problemi della maggioranza politica di centro-destra e diventa necessaria per nascondere sotto il tappeto la marmellata trovata nelle mani dei padani. Si potrebbe iniziare con le vicende che hanno visto protagonista il presidente del Consiglio Regionale del Friuli, Edouard Ballaman, in quota Lega Nord. Ballaman è oggetto di un’inchiesta della Procura della Corte dei Conti per danno erariale dovuto al pretestuoso uso privato dell’auto di servizio.

 

Ballaman avrebbe utilizzato l’auto blu per fini tutt’altro che istituzionali: prendere i parenti della fidanzata all’aeroporto; vedere partite di calcio come Padania-Tibet; fare scampagnate con amici e fidanzate presso il ristorante “Da Giggetto”. Fortunatamente per le casse pubbliche, Edouard Ballaman, travolto dalle polemiche, ha rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio Regionale e si è autosospeso dalla Lega Nord Friuli.

Qualcuno ricorderà sicuramente la celebre battuta di Carlo Verdone nel film con il grande Alberto Sordi “In viaggio con papà” in cui si celebrava l’apologia della promiscuità ('n'omo-'na donna, 'n'omo-n'omo, 'na donna-'na donna). Nulla al confronto della promiscuità istituzionale della “parentopoli” varata dalla giunta piemontese di Roberto Cota. La figlia del capogruppo della Lega lavora nella segreteria del presidente della Regione e la moglie dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello lavora alla segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti William Casoni. In Piemonte c’è addirittura un caso più unico che raro nel panorama di un’Italia dove la difficoltà nel trovare lavoro è abnorme: due coniugi, Giuseppe Cortese e Isabella Arnoldi, hanno preso servizio con la stessa mansione “responsabile dell’ufficio comunicazione” e nello stesso luogo di lavoro, la giunta della Regione Piemonte. Il marito è andato a lavorare con il governatore Roberto Cota, la moglie con Massimo Giordano, assessore allo Sviluppo Economico. Evidentemente per i leghisti non vale il detto “parenti serpenti”.

 

Dopo i fatti di Piemonte e Friuli spostiamoci in Lombardia, nella ridente città di Brescia. Qui, il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità la proposta del Pd di istituire una commissione ad hoc per fare luce su di un concorso pubblico a dir poco oscuro. Sul finire del 2008 la Provincia di Brescia (presieduta dal leghista Daniele Malgora, balzato alle cronache per la sua doppia carica di Presidente della Provincia e Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze) bandisce un concorso per l’assunzione di 8 istruttori amministrativi: faranno domanda 700 concorrenti e si presenteranno in 240 per gli esami scritti. Nella graduatoria finale tra i primi 14 classificati figurano 7 candidati “leghisti”; la documentazione a corredo della richiesta della commissione d'indagine parla di queste persone come “riconducibili a fede o frequentazione leghista” ed esplicita che abbiano vinto il concorso “pur non avendo ben figurato all’orale”.

 

Anche provando ad allontanarci geograficamente dai territori del profondo nord, gestiti dai zelanti dirigenti del Carroccio in maniera quasi feudale, possiamo vedere come l’inno padano suoni sempre la stessa musica. Composta da tanti soldi pubblici finiti nei taschini, sempre al verde, dei leghisti. L’Emilia Romagna, ultima terra di conquista elettorale della Lega nord, è scossa da una profonda crisi politico-amministrativa. Il vice segretario emiliano Marco Lusetti è stato cacciato lo scorso luglio per “indegnità morale” e al suo posto è stata inviata Rosy Mauro, fedelissima del Senatur (è la segretaria storica di Bossi). Nello specifico l’espulsione di Lusetti sarebbe dovuta ad alcune sue spericolate operazioni quando era ancora commissario all’Enci (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). Nella fattispecie, l’Enci contesta a Lusetti il riconoscimento indebito di un importo economico pari ad un milione e 700mila euro. Come se non bastasse l’ex vice segretario regionale leghista avrebbe anche cercato di riscuotere 87mila euro di rimborsi spesa e altri 100mila euro per non ben specificati futuri viaggi all'estero. Nell’elenco della “sprecopoli” leghista non poteva certo mancare l’obolo estorto all’odiata Roma: appena nominato ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, non perse tempo per dichiarare di essere l’unico ministro che grazie all’opera suo predecessore, Luca Zaia, poteva vantarsi di avere una grande corsia, all’interno del proprio dicastero, tutta pitturata di verde. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

Autore: Guido Petrangeli

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog