Cara Stefania, non t'immolare

La novità è di quelle che meritano attenzione. Mai prima d’ora, infatti, un ministro aveva minacciato d’immolarsi. è quello che ha fatto ieri il titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, durante la presentazione del Forum per l’energia nucleare. La Prestegiacomo non s’immolerà per l’atomo, anche se ha deciso di esserne la fiera paladina, almeno fino a quando Berlusconi non riuscirà a nominare il nuovo ministro dello Sviluppo dopo il dimissionario Scajola. A spingere il ministro fino all’estremo sacrificio (immolarsi vuole dire, vocabolario alla mano, mettere in gioco la propria vita) potrebbe essere il mancato ripristino delle risorse destinate ai parchi, inopinatamente tagliate del 50% dalla Finanziaria di Tremonti.
 
Preoccupati dal rischio di perdere il loro ministro, i suoi funzionari, come segnala Legambiente, hanno strappato, intanto, 4milioni di euro in più nel 2010 per le disastrate aree protette del nostro Paese. Non devono aver fatto in tempo ad avvertirla. Il parzialissimo recupero di risorse non cancella, comunque, la gravità delle sforbiciate tremontiane, decise, come ricorda il presidente della Puglia, Nichi Vendola, proprio nell’anno mondiale della biodiversità. Conti alla mano, sostiene sempre Vendola, «l’Italia raggiungerebbe, con soli 17 euro di spesa per ettaro protetto, il triste primato europeo nel minore impiego di risorse per la conservazione di specie e habitat».
 
Una vergogna, che giustificherebbe il gesto, clamoroso, annunciato dal ministro. Se non fosse, come sottolinea il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, che la Prestigiscomo, più banalmente, «poteva nominare il direttore generale della Direzione protezione natura (proprio quella che si occupa al ministero dell’Ambiente di aree protette, ndr), che sta affrontando questo momento di gravissima crisi senza una guida». Bonelli è stanco «degli annunci di un ministro dell’Ambiente distratto e negligente che, di fatto, sta portando alla chiusura i Parchi nazionali».
 
Noi di Terra ci permettiamo di dare a Stefania Prestigiacomo un sommesso consiglio: perchè non dichiara semplicemente che, se non vengono ripristinati i fondi dei Parchi, lei si dimette da ministro e, nel caso sciagurato che Tremonti non senta ragione, lo fa davvero? La natura, quella sì, ha bisogno di paladini autentici e credibili nel nostro Paese. Il nucleare, invece, ha già tanti coriferi, trasversali e potenti, che può tranquillamente fare a meno di un ministro in più.  ( Fonte: terranews.it )

Autore: Enrico Fontana

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