“Calamity Gianni” Alemanno batte Veltroni: zero tombini a uno

manifestio-alemanno.jpgHa piovuto per un’ora e mezza e Roma è letteralmente andata in tilt. Perché? Perché i tombini non tirano. Il sindaco Alemanno, invece di fare proclami da ‘duro da bar’ o richiedere lo stato di calamità naturale, andasse a sturare i tombini.

 

Ok, sono caduti 74 millimetri d’acqua in meno di due ore, ma qualcosa sicuramente non ha funzionato. Strade bloccate, metro bloccate, allagamenti ovunque, piazze diventate piscine, addirittura un morto. E Gianni Alemanno, che possiamo ribattezzare “Calamity Gianni” ha chiesto lo stato di calamità naturale. Ma quale calamità? Forse nel suo cervello. Il problema vero, e i romani lo sanno, è che i tombini non tirano. Sono otturati, pieni di sporcizia e di foglie secche che non vengono rimosse. Sono otturati e quindi non possono tirare l’acqua. Ecco perché Roma si allaga anche per piogge molto meno ingombranti.

 

E pensare che Alemanno si presentò ai romani nel 2008, a pochi mesi dalla sua elezioni, con questo manifesto: “Strade: revocato il maxi appalto di Veltroni. Ora meno buche e meno allagamenti. Roma riparte”. E invece a tre anni da quel manifesto chiede lo stato di calamità naturale. Peggio di quello che aveva fatto Veltroni, che già con i tombini aveva avuto dei problemi. Si può dire che Alemanno batte Veltroni per zero tombini a uno.

 

Che poi, girando per la città Roma è quasi deserta: in molti, vista la mala parata hanno preferito starsene a casa senza andare a lavoro. Anche perché chi vive nella Capitale lo sa: appena fanno due gocce di pioggia le strade si riempiono d’acqua e il traffico va in tilt. Figurarsi per una pioggia così abbondante come quella di oggi. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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