Cala la fiducia in Berlusconi e per tutti i partiti

Secondo un sondaggio svolto per ‘Repubblica.it’ solo il 39 per cento degli italiani dichiara di avere fiducia nel presidente del Consiglio.

 

Si tratta del punto più basso mai raggiunto da questo governo. Inoltre il 55 per cento dei cittadini dichiara espressamente di non avere fiducia nel premier, la maggioranza del Paese.

 

In base alla ricerca sembrerebbe che i ceti moderati stiano lasciando Berlusconi da solo, forse dopo l’ormai evidente crescita della corruzione e la serie infinita di scandali e nonostante il quasi totale silenzio dei media televisivi sulla crisi che sta impoverendo un gran numero di famiglie italiane.

 

Se si confrontano i numeri con quelli di un anno fa si scopre come il 10 per cento di elettori abbia cambiato idea sul presidente del Consiglio.

 

La diffusione di notizie spesso imprecise da parte di gran parte dell’informazione sull’attività dei singoli ministri non permette di avere un quadro veritiero della situazione per quanto li riguarda.

 

Se infatti fosse nota la situazione nel mondo del lavoro, così come quella riguardante lo stato di difficoltà in cui si trovano ad operare le forze di polizia difficilmente i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e quello degli Interni, Roberto Maroni, riscuoterebbero il successo riscontrato dal sondaggio.

 

Il primo ‘appare’ come il più affidabile, col 64 per cento ed il secondo guadagna addirittura 3 punti rispetto a giugno arrivando al 62, piazzandosi al secondo posto nella classifica tra i suoi colleghi.

 

Il presunto ’successore’ del Cavaliere, Giulio Tremonti, rispetto a 30 giorni perde 4 punti e cade 51 per cento, il punteggio peggiore dall’inizio della legislatura. Perdono consensi anche il castiga-fannulloni, Renato Brunetta, al 52 per cento e meno 3 punti, il celtico-padano Umberto Bossi, al 48 con meno 2 punti, e lo stratega delle leggi salva-Berlusconi, al 57 con meno 2 punti.

 

Ma se per i ministri il quadro potrebbe essere deformato dalla disinformazione il sondaggio offre spunti di riflessione molto importanti per quanto riguarda i partiti.

 

Nessuna forza politica guadagna consenso, ma anzi sono tutte in calo. Il Pdl perde cinque punti, scendendo dal 40 per cento di un mese fa al 35, il peggior risultato dal 2008 e lontanissimo dal50 del maggio 2009. Maluccio anche per la Lega, che perde due punti e si ferma al 30 per cento.

 

La crisi del centro destra dovrebbe rafforzare il centro sinistra, ma così non è. Il Pd perde due punti e si attesta al 32 per cento, per Di piatro va ancora peggio, perde tre punti e si ferma al 33. Dolori anche per Casini, meno un punto e fiducia al 31 per cento.

 

Il sondaggio non affrontava le intenzioni di voto, ma appunto la fiducia verso gli abitanti del Palazzo. I risultati, allora, mostrano che gran parte dei cittadini non riconoscono più alla politica un livello accettabile di credibilità.

 

La situazione del Paese, insomma, peggiora e la tenuta del sistema potrebbe cominciare a vacillare seriamente se non interverrà al più presto un ricambio profondo della cosiddetta ‘classe politica’ che governa l’Italia. Ipotesi, tuttavia, al momento improbabile. ( Fonte: inviatospeciale.com )

 

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