C’è Vladimir e Vladimir-o

http://cdn.blogosfere.it/realityshow/images/luxuria-sochi-arresto-twitter.JPGPurtroppo, ci tocca dare pure questa notizia: il quarantottenne pugliese, Vladimiro Guadagno, in arte luxuria, già vincitore –udite udite – di una passata edizione de “l’isola dei famosi” (noto animatore travestito nonché fondatore e direttore del night-club “mucca assassina” di Testaccio in Roma ed ex “onorevole” della Repubblica italiana sotto l’egida di rifondazione comunista di Fausto Bertinotti durante il governo Prodi bis), ha cercato di fare il figo ma gli è andata storta. Ebbene sì. Infatti, giunto in Russia per tifare gli aitanti atleti impegnati nelle competizioni olimpiche per cui hanno severamente sudato anni – in completo anonimato – solo per far sventolare per qualche secondo la Bandiera tricolore sul podio sulle note dell’Inno di Mameli… no! Ma che mi succede! Scusate. Ricominciamo: Vladimiro Guadagno (non Putin), giunto a Sochi, in Russia, per far sventolare la bandiera dei gay col preciso intento di suscitare la reazione della polizia russa e così riscuotere un minimo di attenzione sui media che ormai non lo calcolano di striscio, è invece scivolato su una buccia di banana (che non è una disciplina sportiva: la scivolata sulla buccia di banana la compiono esclusivamente quelle persone che si credono più paracule di altre ma che alla fine si commentano da sé stesse!). E lui si è riuscito a commentare alla grande. Infatti, non appena un agente lo ha invitato ad esibire i documenti di riconoscimento, Vladimiro Guadagno ha immediatamente telefonato in Italia all’amico Flavio Romani (presidente dell’Arcigay-Associazione Lgbt italiana), il quale ha riferito di aver ricevuta una telefonata da parte dell'ex “onorevole” ed ha prontamente comunicato che “I russi devono lasciarla [usando il femminile anche se per lo Stato italiano Vladimiro Guadagno è di sesso maschile] libera subito. ll suo fermo conferma che la legge contro la propaganda gay è una legge infame, non c’é alcun motivo per non esporre una bandiera rainbow con la scritta ‘essere gay va bene’’. Ma andiamo oltre. La nota è stata ripresa al volo anche da tale Imma Battaglia (presidente onorario di “gay project”) la quale, al pari di Flavio Romani, senza nemmeno uno straccio di prova e senza nemmeno curarsi di effettuare le dovute verifiche del caso, ha subito divulgato la sua personale nota (patetica) in cui ha scritto: “É stata  arrestata [anch’ella, al apri di Flavio Romani, ignora i documenti di Vladimiro Guadagno] dalla polizia a Sochi mentre assisteva alle Olimpiadi con una bandiera con la scritta in russo ‘Gay è ok’. L’atteggiamento degli agenti è stato brutale e aggressivo. Nessuno parla inglese. Ora si trova da sola in una stanza con luci al neon sulla faccia, presumibilmente in stato di fermo. Chiediamo un intervento immediato del ministro Bonino”. Certo, come no! Emma Bonino, che sul tavolo ha una palla di lava incandescente per la questione dei Marò detenuti in India, era proprio la persona giusta da contattare. A parte il fatto che suscita ilarità vedere dei comunisti scandalizzati per i presunti metodi russi, ne suscita ancora di più la verità dei fatti: nessun agente ha mai posto sotto arresto Vladimiro Guadagno. Non ci hanno nemmeno pensato. Nessuna luce al neon sopra la testa (e mi chiedo dove viva la Battaglia! Non lo sa che i lampadari si attaccano al soffitto (Sic!). Nessun interrogatorio. Nessun ricorso alla violenza. Nulla di nulla. Tutte balle, esclusivamente un mare di balle. Solo un formale “favorisca i documenti”. Fine! Forse, come giustamente argomenta la collega Silvia Cirocchi di quelsi.it, credere che tutto il Mondo sia “paese” è errato; e se ci si reca in una nazione in cui – a differenza di quel che resta della nostra Nazione – le regole vengono applicate con rigore, poi non ci si dovrebbe lamentare se, con educazione e severità ci venisse richiesto di declinare le generalità. Appunto: a Vladimiro Guadagno è stato richiesto solamente ciò. E lui, deluso per il flop ottenuto, ha pensato bene di creare il caso con la complicità di persone come lui. E pure questa gli è andata storta, come vanno storte le cose che inventano le persone prive di metodo. Infatti, chi conosce ed applica il metodo con rigore sono, in questo caso, solamente gli atleti e le atlete che si sfidano con onore sui campi sportivi. E ne hanno anche tutte quelle persone che stanno lì per sostenere lo sport sano. Ma non ce l’hanno quelle persone che, capziosamente, cercano di utilizzare a proprio vantaggio un evento che nulla a che vedere con tematiche altre. Dulcis in fundo, sarebbe interessantissimo poter sapere con quali fondi egli (il pugliese) abbia affrontato le spese di viaggio, di soggiorno e vitto. Glielo chiederò alla prima occasione, nella speranza che – almeno su questo – non sia portato a mentire di nuovo. ( Autore: Andrea Signini)
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