Breve storia dell’Indignazione

http://www.lindro.it/local/cache-gd2/b265483b3cfed006d2d588e5b7869379.jpgNel secondo secolo dopo Cristo, Decimo Giulio Giovenale, indignato per la corruzione dei costumi dell’impero scriveva nella prima Satira del primo libro, quasi fosse una sorta di manifesto, che "si natura negat, facit indignatio versum", ovvero che quando anche la natura si dovesse opporre è l’indignazione che fa scrivere i versi. Vuole così intendere che è tale lo schifo che prova, e la rabbia, che questo sentimento esce quasi autonomo dalla sua anima e lo spinge a scrivere i suoi versi.

Duemila anni dopo, lo scorso anno, giusto nell’Ottobre del 2010, esce in Francia un piccolo libretto di appena trentadue pagine. Autore è un anziano signore di 93 anni, ex diplomatico ed ex partigiano. Stampato in poche migliaia di poche da una sconosciuta casa editrice, in pochi giorni esplode in tutte le librerie. Chi lo compra sono soprattutto i giovani, alla faccia della differenza d’età. Il suo titolo è semplicemente ’Indignez-vous!’ ’Indignatevi!’, con il punto esclamativo.

Questo libro parla di cose semplici, ricorda i valori della Resistenza francese, l’indignazione crescente contro l’occupazione nazista e i traditori francesi che si sono venduti al nemico per comodità e interesse. Mostra le enormi differenze tra chi è sempre più ricco e chi è sempre più povero e parla della dittatura dei mercati finanziari che sono una delle principali causa del dissesto economico e morale della società.

Attraverso il passa parola delle giovani generazioni questo libro arriva a quasi un milione di copie, e l’indignazione alligna negli animi, cresce ed esce dalle coscienze come i versi di Giovenale ed esplode nelle piazze della Francia, della Spagna e ora anche dell’Italia. Il fatto straordinario è che l’autore di ’Indignatevi!’, Stéphane Hessel è tutt’altro che un rivoluzionario, un black block, un attivista dell’estrema sinistra. E’ semplicemente una persona pacifica che non ha rinunciato a pensare, e che al termine della sua vita si rende conto che gli ideali per i quali ha combattuto sono stati stravolti da una nuova arroganza del potere, quella del denaro, che non ha colore politico e che condiziona le scelte di qualunque governo, di destra o di sinistra che sia.

Alla fine del 2008 gli speculatori, praticamente tutte le lobby del potere finanziario, hanno creato un bubbone terrificante: le loro operazioni superano in quel momento di dodici volte il PIL mondiale. Si accorgono di aver sbagliato e ricattano gli stati: o ci salvate o è la fine per tutti. E gli Stati stampano denaro e glielo consegnano, senza condizioni. Una volta che i draghi sono in salvo, dopo aver dato in pasto uno a caso tra loro (vedi Lehman Brothers), invece di contribuire, così come era stato loro chiesto, di aiutare l’economia a risollevarsi, chiudono le porte e i portoni dei loro castelli.

Per salvarli (e salvare soprattutto il collasso dell’economia occidentale), gli Stati si sono indeboliti, e ora sono loro le più forti, le istituzioni finanziarie. E’ come se una madre si fosse tolta il pane di bocca per darlo a un suo figlio e questo, una volta con la pancia piena, l’avesse presa a calci e costretta a lavare in ginocchio il pavimento di casa.

Così, grazie anche a ’Indignatevi!’, ma non solo, i giovani, per primi, cominciano a capire, e si rendono conto che il vero nemico del loro futuro e che ha distrutto il lavoro dei loro padri, è nascosto sotto montagne di denaro che tiene ben stretto e che non intende distribuire, nemmeno sotto forma di finanziamenti o prestiti.

Si indignano, e gridano contro chi ha in mano questo potere e contro chi ha permesso loro, per complicità o dabbenaggine, di possederlo. Hanno ragione, e se i metodi non sono sempre quelli che si dicono corretti, non ne conoscono altri. E allora si mettono sul volto, un po’ per simbolo e un po’ per non farsi riconoscere, la maschera di Guy Fawkes, l’indignato cittadino inglese che nel 1605 riuscì a seppellire quintali di esplosivo sotto il parlamento inglese. Voleva tolleranza per i cattolici (ma poteva essere per qualunque altro diritto calpestato), venne però scoperto, torturato, impiccato decapitato e squartato, nell’ordine.

Pochi tra i giovani conoscono questa storia, ma quella di Guy Fawkes è la maschera che indossa il protagonista di ’V per Vendetta’, un film del 2005, di fanta politica, tratto a sua volta da un fumetto. L’eroe mascherato combatte contro i soprusi, contro le ingiustizie, contro un potere che non dà speranza.

Vendetta è anche uno dei nomi di Nemesi, la dea greca figlia di Oceano e della Notte. Ma Omero intende Nemesi come la dea dello sdegno e dell’indignazione. Magari un po’ di cultura in più non guasterebbe. Perché questo aiuterebbe altri a capire. Sarebbe bene che a Roma, come a Madrid a Parigi, chi detiene ancora le leve del potere si ricordi che è solo un rappresentante del popolo e che ad esso (e forse alla propria coscienza e a un Dio, se ci crede) deve rendere conto. Che comprenda le ragioni dei giovani, per evitare che l’indignazione si trasformi in vera vendetta e questa nei barili di polvere da sparo che Guy Fawkes aveva preparato. La storia si ripete, ma cerchiamo di evitare di ripeterne anche gli errori. Con le risorse di oggi, potrebbero essere fatali. ( Fonte: http://www.lindro.it)

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