Brava Bacchiddu, così si fa politica

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Siate sinceri chi prima d’ora conosceva Paola Bacchiddu? Nessuno! Proprio come pensavo. Allora stiamo parlando del capo della comunicazione della Lista Tsipras, appoggiata in Italia da Sel e non so quali altri partiti.

Bene della Lista Tsipras, come di tante altre formazioni politiche per la verità, in televisione si parla poco, magari qualche colpa ce l’hanno pure loro, visto i continui litigi fra i sostenitori ed i simpatizzanti, ma è un fatto che i media gli hanno dato finora uno spazio pari allo 0,02%.

Ed allora il capo della comunicazione, appunto la povera Paola Bacchiddu, non sapendo dove sbattere la testa per avere un po’ di visibilità, ha avuto una idea brillante, si è chiesta: cosa piace agli uomini?

Nessuna battuta volgare e fuori posto nei confronti di Vendola, ma, insomma, la risposta più ovvia è: le donne.

Ed in particolare del corpo delle donne qual è la parte che gli uomini preferiscono?

Ed anche qui non c’erano dubbi: il fondoschiena.

Bene, accontentiamoli! Si sarà detta la Bacchiddu e dato che madre natura con lei, almeno da quel punto di vista, è stata generosa, ha postato sulla sua pagina Facebook una sua foto che la ritrae in bikini, “vista da dietro”.

Il bikini “striminzito” della Bacchiddu ha fatto impennare la presenza della lista Tsipras sui media, ma a scatenarsi maggiormente (forse non del tutto sorprendentemente) non sono stati gli uomini, che comunque hanno in genere gradito l’immagine della Bacchiddu, bensì le donne che, invece, si sono scagliate contro l’iniziata “pubblicitaria”.

Molte le mail di insulti ricevute dalle militanti di Sel che non hanno gradito la “mercificazione” del corpo, ma a mio avviso questa provocazione non va banalizzata.

Occorrerebbe davvero chiedersi quanti voti porterà alla Lista Tsipras aver postato questa foto, avrà pure creato imbarazzi, ma perlomeno ha riportato un po’ l’attenzione su una formazione politica che, come noto, non riscuote le mie simpatie, ma sulla quale, occorre riconoscerlo, i media hanno finora calato una specie di censura.

Se poi, permettetemi la volgarità, il culo della Bacchiddu serve, molto più di noiosissimi convegni, anche a far tornare l’attenzione su di un tema come quello della mercificazione del corpo femminile, allora non ho remore nel dire: brava Bacchiddu!

Giancarlo Marcotti 

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