Boom di vendite per i vini del territorio. Cresce del 50% la presenza sui mercati internazionali

È boom per il vino del territorio: dal Prosecco al Vermentino, Morellino di Scansano e Bonarda dell'Oltrepò Pavese, va ai vini localizzati in aree circoscritte e prodotti da vitigni autoctoni la palma dei più venduti nel 2009. Per tutti il tasso di crescita nel 2009 è stato a due cifre, con il Negroamaro di Puglia, come sottolinea il rapporto Montepaschi sul settore vitivinicolo, che ha fatto meglio di tutti registrando un incremento del 34,7%.

 

"L'apprezzamento del mercato per questi vini è determinato dal legame con il territorio - osserva Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi - Alcuni vitigni autoctoni in pochi anni hanno fatto il boom, e penso al pecorino, alla Falanghina, al Nero d'Avola. Quest'ultimo, per esempio, ora è molto ricercato, mentre fino a dieci anni fa era considerato un vitigno che dava uva da tavola.  Negli ultimi cinque anni, secondo i dati di Assoenolgi, questi vini del territorio hanno incrementato la loro presenza sui mercati internazionali del 50%. "In generale l'incremento dell'export del vino italiano sui mercati esteri - osserva Martelli - in buona percentuale è dovuto alla particolarità di questi vitigni autoctoni, alcuni anche riscoperti di recente".

 

Nella ricerca del vitigno perduto si è distinto il giovane imprenditore umbro Stefano Novelli, titolare di Cantina Novelli a Montefalco che nel 2006 ha intrapreso il recupero del Trebbiano spoletino, varietà storica della città di Spoleto, nel tempo quasi dimenticata.

 

Con una paziente ricerca nei poderi locali, in mano ad anziani contadini che ancora custodivano le piante più antiche, Novelli ha trovato esemplari centenari su cui è stata operata una selezione clonale che ha permesso l'impianto di nuovi vigneti che ripropongono il vitigno nella sua purezza.

 

"La natura e la tradizione ci hanno dato ragione - osserva Stefano Novelli - perché il Trebbiano spoletino oggi è uno dei vini di maggior soddisfazione per la nostra Cantina e sicuramente tra i bianchi più importanti dell'Umbria". 

 

Non contento, Novelli ha deciso anche di riscoprire la versione umbra del Pecorino, recuperando materiale generico dalle piante a piede franco, con oltre un secolo di vita, che ancora oggi si trovano sopra Cascia a 1.000 metri di altitudine. ( Fonte: americaoggi.info )

 

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