Bondi sotto attacco...e non potrebbe essere altimenti

Tagli per quasi tre miliardi di euro nel quinquennio 2008-2013 con gli interventi per la tutela che nel 2011 sono stati ridotti di oltre il 50 per cento rispetto al 2007. Complice "la politica miope del governo", denuncia la Uil, i beni culturali italiani "si stanno distruggendo e sbriciolando". Anzi.

 

La situazione del ministero diretto da Bondi, sostiene il sindacato, "é ormai alla bancarotta con il rischio concreto della chiusura" e con soprintendenze, archivi e biblioteche "che lottano ogni giorno per la sopravvivenza e non riescono più a programmare azioni e iniziative che evitino casi come quello recente di Pompei". Il totale dei tagli nel quinquennio 2008-2013, ricorda la Uil, ammonta a 2.851.192.154,72. Per il solo 2011 le riduzioni sono di 568.152.602,01 di cui 140.021.267 per il Fondo Unico dello Spettacolo.

 

Ma l'ulteriore conferma della bancarotta, sostiene il sindacato, arriva dalla riduzione delle somme a disposizione per i lavori pubblici, ovvero quelli destinati alla tutela che, al netto dei fondi arrivati dal Lotto, sono sensibilmente diminuiti anche rispetto allo scorso anno. Nel 2010 c'erano a disposizione per i lavori pubblici 87.640.381,43 euro oltre a 60.860.584,00 del lotto; nel 2011 la disponibilità per i lavori pubblici scende a 53.650.481,00 e il Lotto a 48.391.229,00. Nel 2007, nota la Uil, la disponibilità del ministero per i lavori di tutela nei vari settori in cui è competente, dall'archeologia ai beni librari e archivistici era di 148.152.624,56 euro e gli interventi programmati erano 1919; quest'anno le risorse per la realizzazione del programma ordinario di lavori pubblici sono scese invece a 53.780.148,00 (con una riduzione rispetto al 2007 di 94.372.476,56 euro, pari a circa il 64 %) e gli interventi finanziati sono solo 877 (ovvero 1042 in meno rispetto al 2007, con una riduzione pari a circa il 54%).

 

Non solo. Perché oltre ad essere diminuiti nel loro complesso, rileva la Uil, gli interventi di tutela programmati per il 2011 dal Mibac sono anche pesantemente frammentati, visto che nel 41,7% dei casi si tratta di lavori per importi inferiori ai 20 mila euro.

 

Accanto a questi c'é poi un 22,6% di lavori per importi compresi tra i 20 ed i 40 mila euro ed un altro 25% per importi tra i 40 ed i 130 mila euro. Tirando le somme, il 64% degli interventi programmati per il 2011 riguarda importi inferiori o uguali ai 40mila euro, una "polverizzazione" denuncia il sindacato, che non "può assicurare l'azione di tutela che la programmazione dovrebbe garantire. Per evitare la catastrofe non basta un cambio di ministro - conclude la Uil -: é l'intero Governo che deve dire cosa vuole fare altrimenti i componenti di questo esecutivo passeranno alla storia come i vandali della cultura". ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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