Berlusconi: « Se avessi preso io quelle misure a quest'ora mi avrebbero linciato»

http://blog.studenti.it/archiviocantasto/wp-content/uploads/2011/04/berlusconi.jpgTorna a ribadire il suo appoggio al governo Monti, ma si dice convinto che se una manovra come quella presentata dal Professore l'avesse fatta il suo governo sarebbe stato «linciato». Silvio Berlusconi non manca occasione per dire la sua sul governo, sui temi di attualità politica, ma anche sul suo personale futuro. Le occasioni per parlare sono diverse e l'agenda continua ad essere fitta di impegni: una telefonata con gli eletti del Pdl in Alto Adige, un'intervista ad un settimanale e poi in serata lo scambio di auguri con i deputati pidiellini (domani ci sarà quello con gli eurodeputati e i senatori). Ma è al Quirinale, dove partecipa al tradizionale scambio di auguri che Giorgio Napolitano fa con le alte cariche dello Stato, che l'ex capo del governo improvvisa un comizio attorniato dai giornalisti. Berlusconi plaude al discorso del Capo dello Stato che a suo dire «ha inquadrato bene la situazione», ma dissente su un punto e cioè sulle considerazioni che il Capo dello Stato fa in merito all'esecutivo tecnico non considerandolo una sospensione della democrazia. Un ragionamento che Berlusconi condivide a metà rimanendo convinto che l'esecutivo tecnico rappresenti comunque «un'anomalia rispetto al normale svolgimento della democrazia». Il giudizio positivo sull'esecutivo non è però in discussione anche se ci sono dei punti della manovra economica che l'ex premier non condivide promettendo di parlarne oggi a pranzo con Monti a palazzo Chigi. Il primo problema a detta dell'ex presidente del Consiglio è la soglia della tracciabilità fissato dall'esecutivo a 1000 euro: «Ho ricevuto vibranti proteste da chi produce beni di lusso come ad esempio antiquari e gioiellieri» dice il Cavaliere convinto che la tracciabilità sia un problema per «certi acquisti che non si vogliono far sapere ai colleghi o alle mogli». Piena approvazione invece arriva per la riforma del mercato del lavoro: «Se l'avessimo fatta noi non ci sarebbe stata la rivoluzione» dice in tono provocatorio «se certe cose le fa la sinistra invece ci sono solo lamentele». Il Cavaliere è un diluvio di parole, silenzio solo sul "capitolo" Lega Nord. Nessun commento sull'incontro con Bossi è sullo stato dei rapporti con il Carroccio. Tra collegamenti telefonici ed interviste l'ex capo del governo ne approfitta anche per parlare del futuro, dei suoi impegni e di un possibile ritorno al governo. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Yasmin Inangiray

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