Berlusconi condannato? E noi festeggiamo

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/berlusconis_200_200.jpg«Un’aggressione a mio padre», dice Marina. «Una rapina a mano armata», grida Silvio. Ma i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno preso una decisione irrevocabile sul “Lodo Mondadori”: Fininvest dovrà risarcire la Cir di De Benedetti per 560 milioni di euro. La causa è la conseguenza, in sede civile, di un processo penale finito nel 2007 con le condanne definitive, del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti 2, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico, ritenuti colpevoli di corruzione in atti giudiziari. In sintesi, si era confermato che la sentenza del 1991 della Corte d'Appello di Roma, sfavorevole a Carlo De Benedetti e che permise a Berlusconi di prendere il controllo della casa editrice, era una sentenza comprata. Il giudice Metta aveva ricevuto almeno 400 milioni di lire provenienti dai conti esteri di Fininvest.

 

Un risarcimento dalle dimensioni epocali, che getta nel panico la famiglia Berlusconi, tanto da obbligare il premier a rinunciare alla visita a Lampedusa prevista per oggi. Ad Arcore non brucia solo l’aspetto economico, ma il danno di immagine, l’onta della condanna. Il presidente del Consiglio non ha fatto in tempo, stavolta, a escogitare leggi e leggine che gli permettessero di evitare di “pagare il conto”, e così la sentenza gli è piombata addosso, inchiodandolo alle sue responsabilità e mettendo nero su bianco (seppure in sede civile) che di “furto” si trattava.

 

Ecco perché c’è da festeggiare. Non per la condanna in sé, non per la “multa”. Ma perché l’Italia assiste a un nuovo colpo al cuore del berlusconismo, della sua propaganda, della favola del pover’uomo innocente perseguitato dalla setta delle toghe rosse. E perché la vicenda segna, finalmente, il fallimento della tattica fin qui usata dal Caimano per sfuggire alle sue responsabilità: usare le leggi di tutti per i suoi scopi privati (e talvolta per quella dei suoi sodali). Non ce l’ha fatta, la situazione politica non glielo permette più, l’incantesimo con cui teneva legate a sé le istituzioni per usarle come scudo si è sciolto. E a chi tirerà fuori il solito ritornello dei “manettari”, basterà rispondere semplicemente che questo non è giustizialismo: è giustizia.

( Fonte: www.ilfuturista.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog