Batterio killer: la Germania scagiona la soia e brancola nel buio

http://www.ilsalvagente.it/immagini/salvagentecatalog/aaaagemroglio.jpgI germogli di soia sono scagionati. Non sarebbero loro all'origine del batterio "E. coli" che ha scatenato un'epidemia nel nord della Germania.

Il ministero dell'Agricoltura della Bassa Sassonia ha infatti reso noto che i test preliminari effettuati su 23 dei 40 campioni di germogli di vegetali, tra cui la soia, sequestrati nell'azienda del villaggio Bienenbuettel hanno dato esito negativo. La ricerca dell'origine dell'infezione ricomincia da zero.

 

Sconcerto per la gestione dell'infezione

Resta lo sconcerto per una vicenda gestita con troppa disinvoltura sia dalle autorità tedesche che dall'Organizzazione mondiale della Sanità. I più fanno notare che additare ogni giorno un prodotto diverso come responsabile non fa che sconcertare i consumatori e creare grandi problemi ai produttori.

 

L'azienda sotto accusa

L'ultima a finire sotto accusa, dopo i cetrioli spagnoli, è stata un'azienda di prodotti biologici, la Gaertnerhof Bienenbuettel. Le autorità tedesche si dicevano quasi certe cvhe da lì si fosse sviluppato o propagato il batterio E.coli 104, che ha fatto 22 morti e più di 2000 contagi in tutta Europa. Secondo quanto si diceva ieri la ditta, un'azienda agricola della Bassa Sassonia che produce anche altri ingredienti per insalate, potrebbe avere importato germogli già contaminati e poi favorito la diffusione del batterio tra tutti i suoi prodotti. L'amministratore delegato, rispondendo alla stampa tedesca, si è però detto "sorpreso" delle conclusioni delle autorità tedesche, di "non riuscire a capire" come l'accusa di essere responsabili della propagazione del batterio, possa conciliarsi con i loro metodi di coltura.

 

Le "prove" del contagio

"I germogli da insalata si sviluppano solo dai semi e dall'acqua e non sono affatto concimati. E nell'azienda non utilizziamo concimi animali neanche in altri settori di produzione", ha dichiarato. Domenica sera però Gert Lindemann, il ministro dell'agricoltura della Bassa Sassonia, aveva detto chiaramento che esistono "tracce molto chiare che conducono a questa azienda quale fonte dell'infezione". Tra queste il caso di un contagio di massa avvenuto in un ristorante di Amburgo, i cui clienti avrebbero mangiato insalate provenienti proprio dall'azienda incriminata. Sembra inoltre che due dipendenti dell'azienda siano stati colpiti da una forte diarrea e uno di essi sia risultato positivo al batterio killer.

 

Il problema dei germogli importati

L'unicvo tassello mancante era però la causa della contaminazione. Le ipotesi erano che il batterio si fosse sviluppato durante la coltura dei semi, che avviene con acqua a 38 gradi, oppure fosse arrivato già all'interno dei semi importati. Se così fosse stato il problema si sarebbe allargato a dismisura, perché sarebbero dovute essere controllate tutte le partite di semi di soia in arrivo dallo stesso produttore. D'altronde la soia non è nuova a questo tipo di incidenti. In Asia, dove l'alimento è consumato in grandi quantità, i germogli sono stati responsabili in passato di almeno tre grandi epidemie. ( Fonte: www.ilsalvagente.it)

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