Banda larga? Una partenza in tono minore

Dopo la fine meritatamente ingloriosa del carrozzone targato Lodicom che, dopo tanti strombazzamenti, nomine e assegnazioni, non solo ha fallito ma anche, probabilmente, ritardato lo sviluppo della banda larga nel Lodigiano, ecco arrivare nuovi squilli di tromba.

Questa volta, a dire la verità, si vede anche un poco di arrosto tra il fumo degli annunci. Ecco i fondi stanziati dal Pirellone e una società che si occuperà della stesura di una prima tranche ( si spera) di cablaggi in fibra ( 33 chilometri sono davvero pochi in realtà).

Però la delusione rimane, leggendo la lista dei pochi comuni che ne saranno beneficiati. Già si parla di un imminente altro bando regionale per ampliare la copertura in fibra e finalmente, per le povere " aree rurali " la speranza di un  terzo ipotetico e nebuloso ulteriore impegno, che in tempi di crisi come questi, è consideraro come l'unicorno o il grifone alato.

E il morale va ancora più giù, quando si sente il Vicepresidente Pedrazzini affermare che il Wimax ha le stesse prestazioni dell'adsl in fibra, dimenticando che come tutte le tecnologie wireless, il Wimax dipende fortemente dalla distanza dalle stazioni base e dalla visibilità o meno in linea d'aria dall'antenna emittente, arrivando a ridurre drasticamente la banda passante.

Soluzione quindi, il Wimax, da utilizzare soltanto nei casi limite dove non è possibile arrivare con altre tecnologie.

E non mi si dica che a 7 chilometri da Lodi, in perfetta pianura, ( guarda caso cito Cavenago ad esempio), non si possa arrivare con nient'altro che coi ponti radio.

Ma quello che delude, secondo me, è l'annuncio della velocità massima che sarà possibile dopo l'avvenuto cablaggio in fibra per i pochi fortunati: 7 mega!

Questa velocità poteva essere un traguardo ancora prima dei tempi dell'infausto Lodicom, non in tempi di videoconferenze e televisione via cavo!

Ricordando ancora una volta che 7 mega sono un limite teorico, e che dipenderà anche dall'affollamento degli utenti che si accalcheranno sulle nuove centraline, sarebbe stato auspicabile e lungimirante, partire da obiettivi più attuali ( dai 20 ai 40 mega per esempio) che permetterebbero davvero di parlare di " banda larga" e reggere per più tempo, con gli investimenti fatti, alla fame di connettività con la quale fare i conti nell'immediato futuro.

Si parte già in ritardo, si parte in tono dimesso, e si fa grande confusione con i reali limiti delle tecnologie impiegate.

L'obiettivo avrebbe dovuto essere di abbattere il digital divide, che se fino a qualche anno fa poteva essere il portare l'adsl a chi aveva ancora il modem, oggi si realizza col fornire la possibilità di usufruire dei vari servizi interattivi a banda larga, rivoluzionando la vita di imprese e singoli cittadini.

Bene allora qualsiasi intervento fattivo che possa cambiare qualcosa in questa provincia tecnologicamente dormiente, ma per carità, si tenga presente che l'obiettivo dovrebbe essere quello di cablare il più possibile e non di affidarsi al wifi ( suvvia siamo in pianura e non in Tirolo!) e soprattutto, dopo tanta attesa, partire con obiettivi più ambiziosi e consistenti, per non rischiare di dover rifare tutto fra qualche anno!

Per il momento, quindi, smorzerei i toni da grande conquista, direi che un " vabbè meglio che niente" sia più appropriato ( sempre che lo si realizzi veramente) e per le aree " rurali"... forse avremo ben 7 mega quando gli altri avranno già il teletrasporto!

Autore dell'articolo: Michele Mulè  

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog