Banche in sofferenza. Allarme per i conti correnti

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1374253477.jpg“Quasi 250 miliardi di sofferenze per i soli istituti del territorio italiano. Sentite puzza di bruciato? Avete ragione. Questa notizia (ora entreremo nei dettagli) si collega direttamente a quella che avevamo dato giorni addietro in merito alla decisione unilaterale all'Ecofin di includere i correntisti, cioè i depositanti, in eventuali salvataggi delle Banche in difficoltà (qui)”.

Questo l’allarme lanciato da Valerio Lo Monaco su “La Voce del Ribelle”, che ha ricordato come l’eurocrazia abbia stabilito che, nel caso una Banca si trovi in situazioni di difficoltà e abbia bisogno di essere aiutata per non farla fallire, oltre agli azionisti e agli obbligazionisti, si andrà a prelevare anche nei conti correnti dei semplici depositanti.

Ricorda “La voce del Ribelle” come subito, “con una chiara e colpevole manipolazione giornalistica e comunicativa, i mezzi mainstream” avessero “veicolato la cosa puntando il tutto sul fatto che "sono salvi i conti correnti fino a 100 mila euro" che per ora - e sottolineiamo per ora - sarebbero garantiti. Rovesciando il messaggio, non hanno insomma comunicato il cuore della notizia: i conti correnti sono a rischio per salvare gli interessi privati dei proprietari delle Banche”.

Gli eurocrati, con quella decisione presa a notte fonda, sancivano insomma una nuova norma contro ogni logica ed etica, anche prettamente commerciale: oltre a chi ha investito nelle Banche (azionisti, ad esempio) a coprire eventuali buchi da ora saranno anche tutti quelli che vi hanno semplicemente depositato i propri risparmi. Una rivoluzione copernicana che rende legge europea, di fatto, la procedura di bail-in applicata a suo tempo a Cipro. Cioè, in altre parole, il prelievo forzoso sui conti correnti. O, ancora più chiaramente, un furto.

E ora forse, siamo giunti al nodo cruciale, impigliatosi nel pettine: “per la Banche italiane continuano ad aumentare sia le sofferenze sia i crediti dubbi. Non solo, ai dati attuali si aggiunge anche la previsione del Fondo Monetario Internazionale secondo il quale tali sofferenze sono destinate ad aumentare nel prossimo imminente futuro. Il che è naturalmente ovvio: la recessione aumenta, gli immobili continuano a perdere valore, le aziende continuano a fallire e così le famiglie, e dunque le Banche faticano a rientrare di quanto hanno di esposizione. Si parla, nello specifico, di valori compresi tra 120 e 135 miliardi. Ma la Banca d'Italia fa proiezioni ben peggiori e arriva tranquillamente a stimare sofferenze per 250 miliardi”.

E questo secondo un conteggio di fine di marzo 2013. Da allora a oggi le cose sono ulteriormente peggiorate. I dati sono relativi ai Nonperforming loans (Npl), quel settore che ha scatenato la crisi dei subprime del 2007 negli Stati Uniti. E esportati nel Vecchio Continente (quello dichiarato - ci sarebbe da ridere - immune...) come hanno dimostrato i casi di Grecia e Spagna, che ci sono dentro sino al collo.

“Oggi l'Fmi si chiede esplicitamente se le Banche italiane hanno bisogno di un aiuto esterno per rimettere a posto i propri conti o meno - conclude Lo Monaco affermando che però - si tratta, a ben vedere, di una domanda retorica. Ciò che è nascosto nelle righe di questa domanda per la quale esiste pacificamente già la risposta, è il fatto che tale aiuto arriverà anche dal furto perpetrato ai danni dei correntisti ignari, per ora, di ciò che sta accadendo, tutti presi, come siamo in Italia, a parlare di Imu, Iva e Kyenge”…

Già. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22107#sthash.SOw69CJU.dpuf

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