" Ballottaggi e colpi bassi " di Cinzia Frassi

http://www.altrenotizie.org/images/stories/2011-3/ballottaggio-elezioni-comunali-provinciali-2011.jpgAd una manciata di giorni dai ballottaggi a Milano e a Napoli, la politica continua il suo percorso e da un'aggiustatina alla strategia elettorale. A Milano Letizia Moratti cerca di dare un tono diverso alla campagna elettorale molto aggressiva del primo turno, che l'ha portata ad una percentuale di 7 punti sotto al rivale Pisapia. Dopo la trovata geniale, risoltasi in un autogol senza precedenti, del faccia a faccia su Sky, Letizia offre candidamente le sue scuse, condizionate però ad un confronto politico con l'ex condannato, poi ammnistiato quindi assolto Pisapia.

 

Questi, giustamente, gliele rimanda indietro e la lascia ancora con la mano tesa, come a fine trasmissione su Sky, dicendo che "di solito chi chiede scusa, ancorchè dopo otto giorni e una sconfitta elettorale, non pone condizioni se pensa sinceramente di aver sbagliato". Il momento del confronto, aggiunge Pisapia, sarà necessariamente domenica 29 e lunedì 30 maggio.

 

Ma Letizia Moratti non si dà per vinta e mentre incassa i fischi al presidio promosso dalle associazioni dei disabili per denunciare i tagli decisi dal governo, davanti a striscioni che paventano il pericolo della sinistra estremista alla guida della città, ecco che inizia a snocciolare qualche promessa. Cioè qualche regalino, un piccolo premio in cambio del voto: abolizione dell'Ecopass, sosta libera per i residenti anche sulle strisce blu nel loro quartiere, sconti sui parcheggi per i negozianti e allargamento degli orari per il carico e scarico delle merci. Accanto alle promesse elettorali dell'ultimo momento, c'è la solita vecchia retorica che paventa il nemico rosso. Ecco, questa è la strategia targata Moratti per vincere il ballottaggio contro il suo avversario: il terrorismo alla Bossi, qualche comparsata del cavaliere e le promesse elettorali dei momenti di saldo.

Proprio oggi Berlusconi alza ancora i toni: con Pisapia zingari e comunisti, Milano non sarà in mano a comunisti e centri sociali. E ancora: “Pisapia vuole Milano come Stalingrado”. Nelle sue numerose (e rigorosamente senza contradditorio) comparizioni televisive dice di voler spiegare ai milanesi “il programma di un sindaco sostenuto dalla sinistra estrema e integralista, un programma incompatibile non solo con l'Expo 2015 ma dannoso per famiglie ed imprese, perché prevede più tasse, un grande centro islamico, il voto amministrativo agli immigrati, il blocco degli sgomberi dei rom e il riconoscimento agli zingari della possibilità di autocostruzione. A Milano, la sinistra vuole fare la Stalingrado d'Italia".

 

Intanto Carlo Verna, segretario dell'Usigrai, riguardo proprio allo spazio tv concesso al capo del governo, dichiara che “i giornalisti della Rai hanno una loro dignità e si dissociano apertamente da quest’uso spregiudicato e folle di una risorsa di tutti, il servizio pubblico, che dovrebbe quindi garantire tutti". Dal canto suo Pisapia sembra intenzionato a voler consolidare i consensi e il vantaggio del primo turno ma anche lui alza i toni.

 

Soprattutto non risparmia risposte puntuali alle provocazioni dello staff elettorale del sindaco uscente e di tutto l'entourage al completo venuto su per darle man forte. Le fila del governo per il ballottaggio di Milano trascinano il dibattito su argomenti che stuzzicano quegli elettori che hanno disertato le urne e i famosi indecisi intercettati a quanto pare da Pisapia. Soprattutto puntano a impressionare le tasche dei milanesi e mandano avanti lo stereotipo dello straniero che ruba il lavoro. Tutti temi da Lega nord. Così, tra le righe delle battute del cavaliere si scorge chiaramente il suggeritore Bossi che non ci sta a perdere proprio nel profondo nord, dove solo tre anni fa aveva portato a casa un incontestabile incremento dei consensi.

 

Pisapia dal canto suo cerca di smontare quelle stesse argomentazioni, parlando di promesse elettorali del governo al ricatto della Lega e mostra le contraddizioni e le strumentalizzazioni del suo programma. Per esempio chiarisce che mentre fino a un mese fa la Moratti era favorevole ai referendum ambientali di giugno, ora si pronuncia così sull'Ecopass. A proposito della moschea chiarisce che “Bossi e tanti elettori della Lega non sanno che il centro multiculturale è già previsto dal piano di governo del territorio approvato dal centrodestra”. Pensa di riuscire così a vincere il secondo turno.

Ancora più alti, se possibile, i toni tra De Magistris e Lettieri a Napoli. Anche qui Berlusconi punta sull'argomento di sempre, quello sul quale tutti guadagnano e che nessuno intende quindi risolvere: a'monnezz'. Direttamente dal Tg2 il capo del governo urla che "la tragedia dei rifiuti l'avevamo risolta in soli 58 giorni. La sinistra dovrebbe chiedere scusa a Napoli e invece ha la sfrontatezza di chiedere il voto e per di più sotto mentite spoglie, quelle di un magistrato d'assalto che non ha alcuna esprienza amministrativa e gestionale".

 

Il 38% di Lettieri, imprenditore, ex presidente della sezione napoletana di Confindustria, non è stato sufficiente per evitare il ballottaggio con l'ex magistrato candidato nelle fila dell'Italia dei Valori, Luigi De Magistris, che si ferma a poco più del 27%. I confronti televisivi tra i due sono scontri aperti, ricchi di secchi insulti. Nessuno tuttavia ha una ricetta vera e propria sul tema di punta dei rifiuti. Da un lato Lettieri punta sul business degli inceneritori mentre il suo sfidante è contrario.

 

Di traffico di rifiuti tossici, sversamenti abusivi, bonifiche, nessuna idea di rilievo, così come assenti sono le analisi circa i motivi per cui ciò che nel resto del paese è cosa gestibile, sotto al vulcano diventa cosa impossibile. Qui il confronto sembra quasi si stia consumando grazie all'accordo tra il candidato del Pd e quello che sembrava non essere il candidato del Pd, De Magistris. In questo modo il centrosinistra ha finito con il sottrarre, paradossalmente, i voti di Morcone, riuscendo ad andare al ballottaggio sostendendo proprio l'ex magistrato.

 

Per chi si domanda quale sia la strategia migliore per vincere i ballottaggi, come picchettare gazebo, parlare con le gente, escogitare un programma vincente, Roberto Calderoli risponde: “Non è con i comizi che si attirano i voti o meno, ma la settimana prossima ci sarà una grossa sorpresa di Berlusconi e Bossi che cambierà l'atteggiamento dei milanesi per il ballottaggio". Così si vincono ballottaggi ed elezioni, con boutade e colpi da manuale. Parola di ministro per la Semplificazione. ( Fonte: www.altrenotizie.org)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog