Aumenta il lavoro intermittente

Introdotto con la Legge Biagi, il lavoro intermittente permette all’azienda di assumere un lavoratore che assicuri la propria disponibilità a svolgere un’attività "a chiamata", nel periodo in cui l’impresa ha bisogno.

 

Pur rappresentando ancora una quota minimale dei contratti di lavoro (circa l’1%), questa forma di rapporto di collaborazione, nel 2009, è cresciuta a ritmo sostenuto, del +75% sul 2007, con un aumento in termini assoluti di 111.000 unità in media annua, secondo i dati Istat.

 

È il settore del horeca (industria alberghiera e ristorazione) che concentra la maggior parte di questi contratti, circa il 60%, seguono i settori dell’istruzione, sanità, servizi sociali e personali (12%) e del commercio con il 10%.

 

I lavoratori intermittenti sono inquadrati per il per il 90% del totale dei casi come operai mentre nel commercio risulta una quota del 30% di impiegati.

 

La formula contrattuale più utilizzata risulta, nel il 55% dei casi, il tempo indeterminato, molto frequente nel settore delle costruzioni, dei trasporti e del magazzinaggio. ( Fonte: milanoweb.com )

Autore: Vito Losasso

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog