Assicurazioni e articolo 18: approda in Italia la polizza anti-licenziamento

http://www.6sicuro.it/wp-content/uploads/2012/04/assicurazioni-articolo-18.jpgIl nuovo articolo 18 deve essere ancora approvato in via definitiva, ma il settore assicurativo lavora già per attenuarne gli effetti collaterali. In questi giorni sono state infatti annunciate le prime polizze a copertura dei “licenziamenti discriminatori”, in attesa che la riforma del mercato del lavoro diventi realtà.

A beneficiare della copertura assicurativa saranno le aziende per vari motivi decise a “snellirsi”, riducendo la propria forza lavoro.  Anche se le nuove norme concedono ai datori di lavoro un margine di manovra più ampio rispetto a quanto accaduto fino a oggi, è pur sempre (e per fortuna) prevista l’ipotesi che un magistrato respinga un licenziamento, giudicandolo discriminatorio, oppure obblighi al reintegro del lavoratore. Pertanto, resta da sciogliere il nodo della responsabilità civile e dei danni che andrebbero corrisposti alla parte lesa.

Proprio per questo motivo alcuni gruppi assicurativi hanno lanciato, in esclusiva per l’Italia, altrettante polizze che tutelano l’azienda alle prese con controversie sindacali e di lavoro. Tutto infatti lascia supporre che questo tipo di cause sarà destinato a diventare più frequente nell’immediato futuro, motivo per cui imprese e datori di lavoro hanno tutto l’interesse a tutelarsi.

Questo genere di polizze assicurative mette al riparo da tutte quelle situazioni che possono configurarsi come licenziamenti ingiustificati, illegittimi o discriminatori, e comprende diverse tipologie di comportamenti spiacevoli qualificabili come “mobbing”, violazione della privacy, mancata assunzione giudicata illegittima o prevaricazioni di vario tipo subite dal lavoratore. Esclude però le richieste di risarcimento per atti dolosi compiuti dal datore del lavoro o da qualcuno in nome e per conto dell’azienda. Tolta questa eventualità, il loro raggio d’azione è molto ampio.

All’estero, complice un mercato del lavoro più aperto e aggressivo, questi contratti non sono una novità: rientrano nelle cosiddette “responsabilità sulle relazioni di lavoro” e sono pane quotidiano per imprenditori e datori di lavoro inglesi o americani, dove questo tipo di controversie si presenta con maggior frequenza.

E in Italia? Sono destinate a diffondersi e ad avere successo? Tutto lascia supporre di sì. Va capito se è un bene oppure no. ( Fonte: http://www.6sicuro.it/blog-assicurazioni/assicurazioni-e-lavoro)

Su
Condividi questa pagina Facebook Twitter Google+ Pinterest
Segui questo blog