Arriva l'Imu, chi ci guadagna e chi ci perde

Una sola imposta per racchiudere quelle già esistenti sugli immobili. L’Imposta municipale unica, che dovrebbe diventare operativa nel 2014, ingloberà l’Ici e l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, e l’Ici sugli immobili “strumentali”: capannoni, uffici e laboratori.

L’aliquota sarà fissata allo 0,76%, e i sindaci potranno effettuare variazioni fino a un più o meno 0,3%.

 

Salva la prima casa

Diversamente da come si era detto in un primo momento, l’Imu non includerà la tassa sui rifiuti, che sarà riformulata con un decreto a parte. La nuova imposta interesserà quindi i proprietari di immobili residenziali, eccetto la prima casa, e di immobili commerciali.

 

Chi ci guadagna

In che misura inciderà sulle tasche dei contribuenti è ancora difficile stabilirlo con chiarezza, ma dalle prime proiezioni dell’ufficio studi della Cgia di Mestre si possono trarre le prime conclusioni. Come spiega il segretario Giuseppe Bortolussi: “Guardando i numeri e le aliquote è evidente che la misura andrà a vantaggio dei proprietari di case, mentre le imprese saranno penalizzate”.

 

La variabile Ici

Com’è noto, oggi l’Ici è differente da comune a comune, con una media nazionale dello 0,64%. In alcune città come Milano dove l’aliquota è ben sotto la media, i contribuenti potrebbero rimetterci. Al contrario i genovesi potrebbero trarre vantaggio dall’Imu, perché attualmente pagano un’aliquota tra le più alte d’Italia. Ma non è detto.

 

In mano ai sindaci

Molto dipenderà dai singoli sindaci, perché, come illustra Bortolussi, “ciascun municipio avrà facoltà di alzare o di abbassare l’Imu di uno 0,3%, dunque di fare scendere l’imposta fino allo 0,46% o di elevarla fino a 1,06%”.

 

Affittare conviene

Anche in questo caso, però, i cittadini che possiedono immobili a uso abitativo non subiranno una maggiorazione. Per chi ha case in affitto la nuova misura contempla anzi una grossa agevolazione, e cioè un’Imu con un’aliquota ridotta del 50%.

 

Pagano negozi e uffici

Chi invece ci perderà senza scampo saranno imprenditori, commercianti e artigiani proprietari di capannoni e uffici, negozi o laboratori, che secondo i calcoli della Cgia avranno un aggravio di circa 738 milioni di euro all’anno. A meno che il sindaco di appartenenza non stabilisca, con un provvedimento ad hoc, che per una determinata categoria di immobili si applica una riduzione del 50% sull’aliquota. “Il testo lo prevede”, conclude Bortolussi, “ma tutto dipende dalla buona volontà dei sindaci”, e comunque lo sconto non sarà per tutti.( Fonte: www.ilsalvagente.it)

Autore: Giorgia Nardelli

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