Arrestato Comandante dei Carabinieri. Coltivava erba in caserma

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Marijuana_1313756114.jpg"La realtà ha superato la più fervida fantasia". È la frase pronunciata da un ufficiale dei carabinieri quando, all'interno della caserma di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, in un locale attiguo all'alloggio di servizio del comandante, si è materializzata una piantagione di marijuana. Diciassette piantine in tutto, perfettamente accudite in vaso.

 

Hanno trovato così conferma i sospetti che il comandante della stazione dei carabinieri, Angelo Benfanti, 46 anni, da circa 10 in servizio nel paesino dell'Alta Tuscia, fosse coinvolto in un giro di sostanze stupefacenti.

 

Il militare è stato dapprima fermato, interrogato per ore e infine arrestato per coltivazione e detenzione di droga. Con lui, per concorso negli stessi reati, è finito in manette il fratello minore, Enzo, 36 anni, residente ad Acquapendente, altro paese del viterbese. Questa mattina, saranno interrogati nel carcere di Mammagialla a Viterbo dal pm Paola Conti, incaricata dell'inchiesta. Al termine dell'interrogatorio, fissato per ieri, ma poi rimandato a causa dello stato di shock e di prostrazione in cui verserebbe il maresciallo, il pm deciderà se convalidare l'arresto o meno.

 

Intanto, il comando provinciale dei carabinieri di Viterbo ha sospeso dal servizio il sottufficiale. Il nome di Angelo Benfante, tra l'incredulità dei suoi colleghi, era emerso durante un'indagine sul fratello Enzo, noto con il nomignolo di "Mr. Benfy", deejay e animatore di serate in vari locali del Viterbese. Il sospetto che "Mr. Benfy" fosse coinvolto nello spaccio di droga nel nord del Viterbese, i carabinieri lo avevano da tempo. Ma non avrebbero mai ipotizzato che le frequenti visite all'alloggio di servizio del fratello carabiniere fossero finalizzate ad accudire le piantine di canapa indica scoperte durante una perquisizione domiciliare. Uno dei punti essenziali delle indagini è accertare se il militare abbia svolto un ruolo attivo nello spaccio di droga o si sia limitato a fornire al fratello un luogo "insospettabile" per la piantagione di marijuana e se lo abbia fatto per procurarsi "l'erba" necessaria al consumo personale.

 

"Da quando Benfanti è stato nominato comandante della stazione, è come se il paese fosse rimasto senza carabinieri", ha commentato Pietro Camilli, imprenditore, presidente del Grosseto Calcio, squadra che disputa il campionato di Serie B, nonché sindaco di Grotte di Castro. "Non ho mai avuto un buon rapporto con lui - aggiunge Camilli - tanto che in due occasioni avevo inviato esposti al comando provinciale dell'Arma, nei quali esprimevo le mie preoccupazioni sul mantenimento dell'ordine pubblico in paese. Ovviamente non sapevo nulla del giro di droga, le mie lamentele - conclude - si riferivano al comportamento personale del maresciallo, in particolare alla sua inerzia". ( Fonte: www.americaoggi.info)

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