Armi, continua lo “shopping” dell’Italia: in arrivo anche 12 navi per tre miliardi di euro!

http://s2.stliq.com/c/l/c/c8/24389537_spese-militari-italia-nella-top-ten-0.jpgAnziché rinunciare all’acquisto dei contestatissimi Jet F35, il governo italiano continua a fare shopping di armamenti pesanti: in arrivo 12 navi da guerra dal costo di 250 milioni di euro l’una, per un totale di 3 miliardi di euro.

Editoriale a cura di Alessandro Raffa per nocensura.com 

Ricordiamo la “lista della spesa” bellica italiana degli ultimi anni: 

  • Hanno acquistato qualche decina di cannoni semoventi da 155mm di produzione tedesca: cingolati modello “Pz 2000″ di cui ne avevamo già 70 mai utilizzati.Costo: oltre 500.000.000 di euro
  •  16 elicotteri da supporto logistico “CH-47F Chinook“, con un’opzione per ulteriori 4 esemplari: un’operazione dal costo di oltre 1 miliardo di euro.
  • Altri due (ne avevamo già una coppia) sommergibili di fabbricazione tedesca, “U 212 Todaro“; una spesa di 2 miliardi di euro.
  • Due “Gulfstream“, i tecnologicissimi jet da guerra aerea  (gli F35 sono bombardieri) soprannominati “la Ferrari dei cieli”, dal costo di 750 milioni di dollari l’uno.

Per maggiori dettagli circa ogni singola operazione, leggi questo articolo. La nota sulle nuove navi da guerra invece la trovate alla fine dell’articolo.

Non c’è da escludere che la lista delle armi acquistate sia in realtà più lunga: così come a questo punto non possiamo escludere che nei prossimi mesi acquistino ulteriori armi, visto il trend di questi anni, anche se con l’arrivo dei battleship il governo ha rinforzato tutti i reparti dell’esercito: terrestre, aereo e marino.

Dal dopoguerra ad oggi il governo italiano non aveva mai speso così tanto: alla faccia della “crisi”, degli esodati, delle aziende che falliscono e di coloro che si sono suicidati.

Come mai tutte queste armi? Ci dicono che “non ci sono i soldi per tagliare l’Imu“, per scongiurare l’aumento dell’IVA al 22% salvo poi continuare ad acquistare armi da guerra: e il Presidente Napolitano nei giorni scorsi ha dichiarato persino che “il parlamento deve restare fuori da questi affari“, vogliono gestire le cose a livello di esecutivo, senza la necessità di passare dalle Camere, in modo da evitare imbarazzi, soprattutto a quelle forze politiche come il PD che “predicano bene e razzolano male”.


A questo punto appare evidente che “bolle in pentola” qualcosa che non ci dicono: perché se rinnovare le dotazioni di un reparto dell’esercito rientra nella normalità, rinforzare l’intera macchina militare e armarsi fino ai denti, specialmente in un periodo di profonda crisi come quello attuale, appare fuori da ogni logica.

Tra l’altro in quanto a spesa militare, l’Italia è in buona compagnia: praticamente tutte le nazioni dell’Eurozona hanno investito ingenti somme in armamenti: l’operazione F35 coinvolge diversi paesi, e persino la Grecia ha investito cifre ingentissime in armamenti: aerei militari francesi ed i sottomarini tedeschi acquistati anche dal governo italiano.

Chi si informa attraverso i blog liberi del web sa bene quanto sia drammatica la situazione greca, che Troika e BCE hanno condotto nel giro di pochi mesi sul baratro della miseria,mediante l’imposizione di un tasso di interesse sui titoli di stato che ha raggiunto quota 15%, (*) provocando licenziamenti di massa, riduzioni salariali, la chiusura di un negozio su tre; un vero e proprio boom di senzatetto, migliaia di suicidi, madri che abbandonano i propri figliaffinché siano inseriti in strutture dove almeno un piatto di minestra gli viene assicurato. Questo articolo dello scorso inverno rende bene l’idea della situazione greca.

Nonostante tutto, negli ultimi anni il governo Greco ha trovato più di un miliardo di euro da spendere in armamenti: (nota: Un miliardo di euro per una nazione come la Grecia è una bella somma: basti pensare che il PIL greco nel 2011 ammontava a 308 miliardi di dollari, pari a circa 240 miliardi di euro. Consideriamo che nel 2012 e nell’anno in corso è drasticamente crollato…) 

Nei mesi scorsi girava voce che le spese militari sostenute da Atene fossero state imposte da Francia e Germania mediante un ricatto: in realtà se consideriamo che il governo Greco -imposto da Troika e BCE esattamente come quello italiano - era guidato dall’ex n.2 della BCE,Lucas Papademos, membro del club Bilderberg e della Commissione Trilaterale insieme a Mario Monti. si intuisce che molto probabilmente non c’è stato nessun ricatto, così come non è stata ricattata l’Italia che ne ha acquistate persino di più, anche tenendo conto delle proporzioni Italia-Grecia.

La questione delle “pressioni sul governo greco” per imporre l’acquisto di armi, tirata fuori da mass media ‘mainstream’ come Il Corriere della Sera è probabilmente un “diversivo” per giustificare le ingentissime spese militari fatte da una nazione allo stremo; una giustificazione plausibile a scelte che appaiono assurde, una “storiella” che - visto come funzionano le cose in questa Europa delle lobby - appare decisamente credibile: ma analizzando a fondo certe dinamiche si intuisce facilmente che ci troviamo dinnanzi ad un disegno ben preciso, ad aumentare gli investimenti bellici non sono state solo Italia e Grecia, ma tutte le “potenze”, basti pensare che secondo i dati ufficiali dal 1999 al 2008 la spesa militare globale è cresciuta del 45% e negli ultimi anni (che lo studio in questione non considera) è ulteriormente e notevolmente incrementata, superando persino i livelli della guerra fredda! Maggiori informazioni in proposito le trovate qui e qui.

L’aumento globale delle spese militari, comprese quelle nazioni fortemente colpite dalla crisi, appare decisamente assurdo e insensato… a meno che l’Europa non si stia preparando ad una guerra!

http://3.bp.blogspot.com/-X4LSEzVpYmU/Ud16lVkfJUI/AAAAAAAAdEg/EJkofbxozUA/s320/img_1482.pngPrima di chiudere, uno sguardo alle spese militari italiane: che sono iniziate ad aumentare all’indomani della strage delle Twin towers; negli ultimi anni è letteralmente esplosa, attestando l’Italia nella “top ten” delle 10 nazioni del mondo che spendono di più. Basta pensare che le spese militari ci costano quanto il welfare (!) se non spendessimo i soldi per le armi, potremmo raddoppiare lo stato sociale! ( Fonte: www.stampalibera.com)


Alessandro Raffa per nocensura.com

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