Aperta la caccia " genetica" contro chi avvelena fiumi e laghi

La lotta all’inquinamento microbiologico delle acque di superficie potrebbe aver registrato in questi giorni un significativo passo in avanti. Finora le tecniche impiegate dai laboratori di controllo per la misurazione della qualità di fiumi e laghi facevano affidamento sulla ricerca in essi di due particolari batteri: escherichia coli ed enterococchi, entrambi scelti come indicatori primari standard di contaminazione fecale ed entrambi comuni organismi commensali dell’intestino.

 

Ieri però si è avuta notizia che i ricercatori del Cemagref (l’Istituto di ricerca francese in Scienze e tecnologie per l’ambiente) hanno messo a punto una soluzione alternativa che utilizza specifici marcatori chimici e genetici per risalire all’origine degli inquinanti. Si tratterebbe di un cambiamento significativo in materia, poiché i suddetti batteri, in quanto non specie-specifici, non permettono di risalire alla causa esatta di contaminazione (animali ed esseri umani con taminano le acque in maniera diversa, come differente è l’inquinamento domestico da quello delle aziende agricole).
 
Nei due progetti Traceur e Marquopoleau, lanciati lo scorso anno, gli studiosi francesi sono invece stati in grado di stabilire non solo se l’inquinamento avesse origine animale o umana, ma anche se fosse riconducibile a maiali o mucche. Il tutto nel giro di due giorni dalla raccolta dati. Il risultato messo a punto dal Cemagref si è basato su un doppio approccio, genetico e chimico.

 

Dapprima sono state identificate le sequenze del Dna dei microrganismi che colonizzano gli intestini di bovini, suini, e umani. Quindi si è stabilita l’appartenenza delle molecole ai diversi organismi. In questo modo i ricercatori hanno rilevato alcuni marcatori specifici: batteriofagi, batteroidi, caffeina, profumi, steroidi per l’uomo; batteroidi, lattobacilli e steroidi per i maiali; e batteroidi e steroidi per le mucche. Uno fra gli obiettivi dell’esperimento è quello di contribuire alla riduzione dell’inquinamento causato da microrganismi fecali nelle zone di pesca e balneazione, e si accompagna a quanto richiesto specificatamente da una nuova direttiva europea.

 

Entro il 2011, i 27 Paesi dell’Unione europea dovranno dotarsi di sistemi di monitoraggio delle acque di superficie, che individuino le fonti locali di contaminazione e l’impatto con l’ambiente al fine di migliorarne la qualità. E la rapidità e l’efficacia dimostrate nel doppio progetto francese saranno di conforto a governi e istituzioni per capire le fonti dell’inquinamento e dunque prevenirlo. ( Fonte: terranews.it)

Autore: Alessio Nannini

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog