Anticipazioni Mensile Valori ( ottobre 2012): Outlet Italia!

http://www.valori.it/immagini_articoli/201209/copertina_s.jpgLiberisti sfrenati, privatizzatori convinti e immobiliaristi a caccia di pezzi di pregio pronti a sacrificarsi, in nome dell’attacco al debito e delle rassicurazioni all’Europa in crisi, per la messa all'incanto del Paese. Così suggerisce il Governo Monti, ma i "Saldi made in Italy" raccontati nel dossier di questo numero ci dicono che "Privatizzare non ci salverà dalla crisi", e anzi, secondo il fondatore del Privatization Barometer Bernardo "Bortolotti: «È il momento peggiore per vendere»". Ma allora perché? Non è infatti la prima volta che l'Italia tratta le sue imprese pubbliche più redditizie come "Diamanti a perdere" e svaluta il tesoro nascosto "Sotto il materasso degli Enti locali". E benché a garantire la nostra solvibilità internazionale sia anche il "Patrimonio immobiliare, la svendita parte da lontano" ed è in piena accelerazione, con un prossimo obbiettivo individuato nella cessione di molti preziosi "Beni culturali: la miopia del Belpaese" si vede anche da qui. Manca solo un grande cartello esposto sul palazzo del Quirinale: "Vendesi Paese vista mare con Costituzione modificata".
È l’ennesima conseguenza della crisi mondiale della finanza, che oggi impone l’agenda agli Stati, sostituendo alla politica la politica economica. Ed è ora di capire quanto sia stretto e patogeno l'abbaraccio tra istituzioni internazionali e le famigerate agenzie di rating (Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s, innanzitutto). Nella sezione finanza etica cerchiamo di rendere comprensibile a tutti la distorsione di certi processi, sempre più oggetto di “Sfiducia, conflitti e manipolazioni. Il rating sotto processo”, però, paga raramente in prima persona quando sbaglia, e allora si trovi una nuova e trasparente autonomia decisionale: secondo il professor Fabio “Sdogati: «Serve un duopolio. Ma tocca alla Bce»” prendere l’iniziativa per realizzarlo. E siccome in tempi di crisi ogni investimento è complicato e ogni pista si fa scivolosa - persino per il navigato Bernie Ecclestone -, la prudenza impone alla “Formula Uno, stop and go verso la Borsa”.
A salvarci potrebbe essere, come spesso accade, l’economia solidale e un ritorno alla buona “Agricoltura: un futuro senza speculazioni?” Chi può dire che non si stia preparando, finalmente, senza quei rialzi artificiosi sulle materie prime alimentari che affamano il Pianeta. È una prospettiva positiva che impone tuttavia, anche più di prima, la “Sfida della qualità per i cereali italiani”. Tanto più per chi opera nel biologico e ben sapendo che la “Lobby delle sementi, colpo gobbo a Bruxelles” ne ha messo a segno uno di recente, a scapito della biodiversità. Tornare alla natura come antidoto alla finanza Frankenstein, perciò, ma soprattutto a un’idea diversa e complessiva di sviluppo della società: il Terzo Settore ci prova! Consapevole che “L’uomo in 3D si vede solo a Bertinoro”, proiettato in un domani segnato dall’economia civile, per una crescita che corre anche “Sulla strada di un tessile green”. Perché anche ciò che indossiamo impatta sull’ambiente.
D’altra parte gran parte di ciò che condiziona economia e società non si trova nel nostro guardaroba. Così noi aguzziamo il solito sguardo internazionale sulla contesa “Obama vs Romney. Se i mercati avessero diritto di voto” è facile intuire in quale urna metterebbero il bussolotto, ma visto il discredito che colpisce i prodotti finanziari complessi, dobbiamo registrare anche un rinnovato amore per le materie prime vere e proprie, una passione che cresce tra “Wall Street e il petrolio: let’s get physical!” cantava Olivia Newton John, e chissà che la canzone non risuoni già dai finestrini aperti dei suv dei brokers newyorkesi. Oro nero, quindi, e oro rosso. Estratto dai “Bambini al lavoro per i pomodori made in Usa” e raccontato in un film presentato al festival Tutti nello stesso piatto che mostra l'anima peggiore della principale tra le cosiddette democrazie avanzate. Mentre la giovane democrazia egiziana muove i primi passi grazie a un presidente che sembra voler “Destabilizzare per stabilizzare”. Per conto di chi?
E in testa al giornale i punti di vista principali intervenuti nel dibattito sulla Decrescita acceso dal dossier di settembre, e l’editoriale di replica del direttore Andrea Di Stefano.
QUESTO E MOLTO PIÙ DI QUESTO SU VALORI DI OTTOBRE 2012: CIASCUNO FACCIA LA CONTA DI Ciò CHE QUESTO PAESE HA PERSO NEGLI ANNI, PER TROVARE LA FORZA DI CONSERVARE E VALORIZZARE CIò CHE RESTA.  

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