" Animals United 3D". La recensione

Dal 21 Gennaio uscirà nelle sale italiane il divertente film d’animazione Animals United, diretto dai registi tedeschi Reinhard Kloos e Holger Tappe e legato ai progetti di tutela avviati dal WWF.
Tema centrale del film è infatti la crisi in cui versa il nostro pianeta: dallo scioglimento dei ghiacciai in Antartide al petrolio che invade il mare intorno alle isole Galapagos.
Dagli incendi che hanno devastato l’Australia alla mancanza d’acqua nella Savana. Con ironia, tanta azione e sequenze esilaranti, il cartone animato cerca di far capire al pubblico l’urgenza con cui questi problemi vanno risolti.
Se il 3D risulta superfluo in alcune sequenze, bisogna dire che le riprese a volo d’uccello sugli sconfinati paesaggi africani, sono da togliere il fiato.

Liberamente ispirato al libro “La conferenza degli animali” di Erich Kästner, il film narra di un gruppo eterogeneo di animali provenienti da diversi continenti, che si ritrovano in quello che credono sia l’unico paradiso rimasto sulla Terra, il delta dell’Okavango, per poi scoprire che anche lì, i loro simili stanno attraversando un brutto momento. Tutti insieme dunque, un suricato, un leone, un gallo, un’orsa polare, due tartarughe ultracentenarie, una giraffa e un’elefantessa, si organizzano per far tornare l’acqua a valle.
Da lungo tempo infatti il letto del fiume è secco e quando Billy, un simpatico suricato combinaguai, si reca fino alla Valle della Morte per cercare l’acqua, si trova di fronte un gigantesco muro, una diga, che tiene l’acqua imprigionata.
E’ allora che con il piccolo clan si intrufola nei condotti e scopre un mondo fatato: nient’altro che un gigantesco resort in cui la commissione per l’ambiente si riunisce, senza sapere che il bacino d’acqua su cui sorge il complesso, viene deliberatamente negato agli animali che si trovano a valle.
Ed è solo quando il leone Socrates viene catturato che Billy torna a casa e chiama a raccolta tutti gli animali della savana per andare in suo aiuto e riappropriarsi dell’acqua necessaria alla loro sopravvivenza.

Ricco di spunti e cenni interessanti, il film, senza volerlo, accenna anche ai recenti fatti di Roma con la semplice frase: “con la violenza non si ottiene nulla”, per poi rifarsi alle profonde miniere che devastano il paesaggio africano e ai bracconieri che, ancora oggi, uccidono animali in via di estinzione per venderne la pelliccia e, nel caso degli elefanti, l’avorio delle zanne. bandos_468x60.gif
Divertente e incoraggiante, il film inneggia alla salvaguardia degli animali.
Molto bello, a questo proposito, il discorso della vecchia tartaruga Winifred che, come farebbe il presidente di una grande stato, esorta il suo popolo: “Ciò che l’uomo infligge alla Terra, lo infligge a se stesso…e quando rimarrà solo, anch’egli perirà”. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Daria Castelfranchi

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