Anci: “Pronti a violare il patto di stabilità” - di Matteo Mascia

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1363979783.jpgI Comuni italiani, le Province e le Regioni potrebbero iniziare a pagare i fornitori in attesa delle decisioni assunte a livello nazionale. Gli enti locali hanno i propri forzieri carichi di denaro, soldi che devono essere accantonati per evitare di sforare il patto di stabilità interno. I Sindaci si sono stancati di aspettare, ogni giorno ricevono le lamentele di decine e decine di fornitori. Imprenditori creditori nei loro confronti per migliaia di euro. Le fasce tricolori sono costrette a fornire sempre la solita giustificazione: “Avrei anche i soldi in cassa ma non ti posso pagare”. I più fortunati riescono ad ottenere anticipazioni del credito dalle banche, gli altri sono spesso costretti a chiudere per evitare il fallimento e l’intervento del pubblico ministero. Un circolo vizioso corresponsabile dell’aggravarsi della crisi economica.
Graziano Delrio (foto), sindaco di Reggio Emilia e numero uno dell’Anci, ha ribadito l’ultimatum dell’associazione che raggruppa quasi tutti i Comuni italiani. “Alle imprese si possono dare subito 10 miliardi, che sono nelle casse dei Comuni e che vengono bloccati dalle regole del patto di stabilità interno, che va cambiato. Se anche il ministro all’Economia Grilli non facesse un provvedimento in cui dice che non ci metterà sotto il giudizio della Corte dei Conti per violazione del patto di stabilità, noi daremo comunque quei 10 miliardi”, una dichiarazione di guerra nei confronti di un esecutivo lontanissimo dalle esigenze dei territori. Le giunte non decideranno più se sia meglio riparare una buca per strada o mettere a norma una scuola elementare, pagheranno i fornitori e aumenteranno la spesa destinata agli investimenti. Un ottimo antidoto contro l’austerity propagandata da Palazzo Chigi e da Bruxelles, la liquidità degli Enti locali, secondo alcune stime, potrebbe contribuire a salvare la bellezza di duecentocinquantamila posti di lavoro nel settore privato. Per Delrio, però, all’Europa bisogna guardare, soprattutto “ai colleghi tedeschi, francesi e spagnoli che questi vincoli non li hanno e possono investire per la crescita e lo sviluppo”.
Il sindaco del Pd ha portato inoltre alcuni esempi di cosa, lo sblocco dei pagamenti e la revisione del patto, potrebbe comportare. “Il primo vale circa un punto percentuale di Pil e la revisione del patto di stabilità, solo per le città metropolitane, significherebbe un miliardo di euro da immettere nella nostra economia così in sofferenza”. “È giunto il momento – ha quindi concluso – di avviare una nuova stagione di responsabilità, di sobrietà per concertare gli investimenti e far ripartire lo sviluppo e la crescita dell’Italia”. Sindaci e governatori potranno aumentare il loro potere contrattuale proponendo una violazione generalizzata del patto di stabilità. La situazione emergenziale impone soluzioni straordinarie. Vedremo se i procuratori della Corte dei Conti riusciranno a gestire un carico rappresentato da oltre ottomila fascicoli. Le istituzioni più vicine ai cittadini non possono essere vittima di un’assurda agonia.
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