Amianto, 20 morti alla Olivetti di Ivrea - di Nando de Angelis

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1383844786.jpgLa Procura della Repubblica di Ivrea ha aperto un'inchiesta sulla morte sospetta di venti ex lavoratori della Olivetti di Ivrea dove si producevano telescriventi e personal computer.

La conferma ufficiale arriva direttamente dal procuratore capo della Repubblica eporediese, Giuseppe Ferrando, che in una dichiarazione ufficiale sostiene che le parti lese sono numerose e ci sono degli indagati.

Le ipotesi di reato sono di omicidio colposo e lesioni colpose plurime.

Le indagini sono concentrate su decessi, avvenuti dopo la pensione, tra il 2008 e i primi mesi di quest'anno, di persone che tra la fine degli anni settanta e i primi anni novanta hanno lavorato in reparti contaminati da fibre di amianto nello stabilimento di San Bernardo, a Ivrea (Torino), e che successivamente, inalando polveri nocive, si sono ammalati di mesotelioma pleurico.

Tra i 24 indagati figurano i nomi dell’ingegnere Carlo De Benedetti, presidente dell’azienda dal 1978 al 1996, e di suo fratello Franco, che all’Olivetti ha ricoperto il ruolo di vicepresidente e amministratore delegato.

Nella lista c’è anche Corrado Passera, il banchiere ed ex ministro del governo Monti, co-amministratore delegato tra il 1992 e il 1996.

Il sospetto è che i vertici aziendali non hanno adottato le contromisure necessarie per evitare che gli operai venissero a contatto con le fibre di amianto.

Le famiglie delle vittime e tutti coloro che, malati ma ancora vivi, oggi lottano contro il cancro chiedono giustizia e annunciano che, in caso di processo, si costituiranno parte civile.

L’iscrizione nel registro degli indagati è conseguenza di quanto scritto dai giudici della Corte di appello di Torino nelle motivazioni della condanna di un dirigente della Olivetti Spa in un processo del novembre 2012.

Secondo i magistrati sono stati violati i principi basilari della sicurezza e igiene del lavoro, alla Olivetti si sapeva “della pericolosità degli agenti chimici” utilizzati durante la lavorazione e si è provveduto “con colpevole ritardo” ad affrontare il problema.

In quel processo, il primo sulla questione, a Ottorino Beltrami, all'epoca dei fatti contestati amministratore delegato della società, sono stati inflitti sei mesi di carcere per omicidio colposo in relazione alla morte di Lucia Delaurenti, una lavoratrice dipendente esposta a un tipo di amianto chiamato tremolite, ammalatasi nel 2002 e morta a Ivrea nel 2005.

"In merito all’inchiesta della Procura della Repubblica di Ivrea , l’ingegner Carlo De Benedetti, nel rispetto degli operai e delle loro famiglie, attende fiducioso l’esito delle indagini nella certezza della sua totale estraneità ai fatti contestati", ha dichiarato un portavoce dell’ingegner Carlo De Benedetti, che aggiunge: "La realizzazione delle strutture oggetto di indagine precede infatti di diversi anni l’inizio della sua gestione all’Olivetti. Nel periodo della sua permanenza in azienda, inoltre, l’Olivetti ha sempre prestato attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche".

Già, ci chiediamo quali fossero queste “misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche”.

In questa inquietante vicenda indelebile è il carico di morte e malattia, questo è un fatto reale, le parole di circostanza sono, appunto, solo parole… - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22619#sthash.45zOJcyx.dpuf

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