Ambiente: i costi esterni, questi sconosciuti

"Col sistema dei certificati bianchi ogni euro erogato comporta un costo collettivo evitato da 9 a 14 euro" (fonte: Autorità per l’energia elettrica e il gas).

 

Per caso, per miracolo, qualcuno di voi ha mai sentito uno (uno!) delle centinaia di politici in Parlamento dichiarare una sillaba sull’importanza dell’efficienza energetica (per cui i contribuenti pagano profumatamente l’Authority del settore)?

 

Pensateci, quando l’attuale Premier vi racconterà "di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani" (ogni euro sprecato nella costosa perdita di tempo del 'rilancio nucleare' va nella direzione opposta all’interesse collettivo).

 

Pensateci, quando l’ex Premier a pochi giorni dalle elezioni del 2008, vi ha regalato - che generoso!...ma non dovevi - il 'segreto di Stato' sulla produzione energetica, rendendo ancora più difficile quel poco di controllo che oggi sarebbe possibile secondo le normative sulla "partecipazione alle scelte in campo ambientale": il 1° maggio 2008 è entrato in vigore il D.p.c.m. (G.U. 16 aprile 2008, n.90) che estende all'Energia il segreto di Stato. Di riffa o di raffa potranno essere segretate non solo le infrastrutture ma anche le motivazioni della loro esistenza.

Insomma, un tappeto rosso per le centrali a carbone e per il ritorno al Nucleare.

Siamo celebri in Europa per la "partecipazione alle scelte in campo ambientale", no? Ecco, adesso anche la remota possibilità giace sepolta in un campo di grano insieme al povero Piero che non sparò per primo.

 

Entrambi, Prodi, Berlusconi o loro emanazioni, fintamente in disaccordo su tutto, sono responsabili della mancanza di un qualsivoglia Piano energetico dal 1986.

Il tema accennato in questo articolo è abbastanza faticoso. Difficile da affrontare, da spiegare, da sintetizzare. Per capire dove voglio andare a parare, è necessario avere un poco di pazienza.

(Questo non è un TG Rai o Mediaset, se mai non fosse balzato agli occhi. Il sito che ospita i miei sghembi pezzi obliqui non è il Corriere della Sera).

 

In Rete, si trova abbastanza facilmente una analisi sui 'costi esterni' (questi sconosciuti). Quelli che gli italiani pagano senza che nessuno tenti neppure di spiegare loro il motivo.

In questo virgolettato, (tratto da La teoria economica e la stima dei costi esterni dei trasporti, Romeo Danielis, Torino 2001) si analizza cosa sono:

"Sebbene il concetto di esternalità occupi un ruolo centrale nella teoria microeconomica neoclassica e nella teoria dell’economia del benessere e sia stato discusso da molti autorevoli autori (Marshall 1920, Pigou 1920, Scitovsky 1954, Bator 1958, Coase 1960, Buchanan e Stubblebine 1962, Arrow 1970, Meade 1973), la definizione di tale concetto rimane sempre piuttosto vaga.

Varian (1978,cap. 7) nel noto manuale di microeconomia presenta la seguente definizione: 'nel modello di equilibrio economico generale di base gli agenti interagiscono solo attraverso i loro effetti sui prezzi. Quando l’azione di un agente influenza l’ambiente in cui opera un altro agente in modo diverso che attraverso il prezzi, diremo che c’è una esternalità'(p.7).

La fabbrica che sversa inquinanti nel lago e riduce la pescosità delle acque e quindi il prodotto della pesca dei pescatori dello stesso lago è invece un esempio tipico di esternalità negativa (p.8).

(Le) attività possono provocare... danni e costi: all’ambiente urbano (qualità dell’aria e rumore), all’ambiente naturale e agli ecosistemi (piogge acide, effetto serra), alla salute ed alla vita dell’uomo (incidenti, malattie, infortuni), all’ambiente sociale (separazione delle comunità, occupazione del suolo, degrado estetico) e perdite di tempo (congestione, del traffico)(p.12).

La quantificazione monetaria dei costi esterni implica la determinazione di molteplici variabili quali: il valore della qualità ambientale, del verde e della biodiversità, il valore della salute umana, il valore del tempo ed il valore della sicurezza (p.15).

Nel caso si abbracci un'impostazione etico-ecologista estrema la valutazione monetaria non è giustificata in quanto, per definizione, le risorse ambientali (in particolare quelle di specie animale) non sono a disposizione dell'uomo.

Nel caso invece si abbracci una impostazione filosofica economico-antropocentrica viene riconosciuta alla specie umana la facoltà di gestire le risorse ambientali, e quindi di operare delle scelte, dei confronti e anche delle valutazioni, che possono essere ricondotte al metro monetario. In questo caso, il valore di una risorsa dipende dall’utilità che l’uomo le attribuisce (p.26).

La letteratura e le sperimentazioni sulla stima dei costi esterni stanno evolvendo rapidamente (...) ma le incertezze e l’ampiezza degli intervalli di stima sono ancora così ampi da rendere problematica l’assunzione di decisioni di natura fiscale sulla base delle stime proposte (p.26)".

È bene che sappiate che per governo e opposizione attualmente in Parlamento, la nostra vita ha un valore relativo, in riferimento al dogma della crescita economica: il solo atto di fede che in realtà guida le mosse dei Partiti oggi presenti in Parlamento.

 

La scorsa settimana Il Cambiamento ha pubblicato un inquietante documento.

Pensateci, la prossima volta che entrate in una urna elettorale. È la sola volta che avete la possibilità di avere voce in capitolo per evitare di essere avvelenati a vostra insaputa.

 

Se ci saranno candidati gruppi o movimenti che al benessere e dignità della vita attribuiscono maggior valore degli attuali governatori, forse è il caso che diate loro la preferenza, rispetto ai 'consigli' (di solito sul lavoro o in famiglia) che indicano di votare per l’amico-del-cugino-che-magari-può-farti-un-favore.

Pensateci almeno.

Questa è la sola vita che abbiamo. Se la usiamo male, possiamo rovinare anche quella dei nostri discendenti.

 

Non so voi, ma per puro egoismo, preferisco tentare di lasciare un ricordo decente. Se poi non ci riesco, amen, ma intanto evito come la peste chi finge di considerare il PIL come moneta di scambio per valutare la vita. ( Fonte: www.ilcambiamento.it)

Autore: Zoran Menez

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