" Alta velocità: quattro conti non fanno male" Lino Marcantonio risponde a Piergiorgio Odifreddi

http://stradafacendo.tgcom.it/wpmu/files/2011/03/treno-alta-velocita-300x199.jpgNon sarebbe male aggiungere alle varie argomentazioni di economia strategica sul TAV alcune di carattere didattico ricavabili da semplici ricordi scolastici. Visto il regime di ristrettezze energetiche nel quale le nostre società economicamente sviluppate vanno incontro, fare quattro conti di fisica ci fa subito capire se si sta facendo la scelta sensata oppure no. Difatti il problema non è tanto da che parte stare ma quanto è il costo della scelta. Questa particolarità dal prof Odifreddi ( che stimo personalmente molto) forse è stata poco considerata o considerata con insufficineza facendo prevalere nella " logica" delle argomentazioni più l'aspetto economico ( certamente quello corrente) che quello fisico.

L’energia che occorre per muovere sul nostro pianeta qualsiasi oggetto cresce secondo il quadrato della velocità. A parità di peso per percorrere una pari distanza alla velocità di 300 km/h occorre una quantità d’energia che è 4,5 volte maggiore di quella che occorre a 150 km/h e ben 9 volte quella che occorre per muoversi a 100 km/h anche se, a parità di spazio percorso, i tempi di percorrenza in questi due ultimi sono rispettivamente il doppio e il triplo. Ma questo confort temporale che dà la velocità maggiore quanto costa in termini d’energia ed è ecologicamente sostenibile? Che il tempo sia denaro è un concetto inventato dall’uomo è non è oggettivo ma relativo al tipo di cultura, la quantità d’energia necessaria è invece sempre un parametro oggettivo,vale sempre e dappertutto.

Se l’elettricità è il vettore d’energia necessario al treno e questa è generata nelle centrali è immediato comprendere che più il treno va veloce maggiore deve essere la produzione dei generatori e la quantità di combustibile da bruciare. La progressione della necessità di materia prima cresce con la velocità del treno. Il rendimento della produzione d’elettricità è mediamente del 30% e ciò vuol dire che per avere 1 kWh di elettricità ne occorrono 3 kWh di energia primaria. Di quest’ultime infatti solo una si converte in elettricità le altre due vanno disperse, inquinamento termico e gassoso ( CO2).

Un TAV ha mediamente potenze dell’ordine di 25000 CV ( 18500 kW) e ipotizzando ragionevolmente che viaggi mediamente al 70% della sua potenza massima ogni ora utilizza circa 13000 kWh d’energia elettrica, pari a quella che occorre per il funzionamento di 10000 abitazioni standard ( una città di 25000 abitanti).

Ogni mc di metano bruciato nelle caldaie delle centrali sviluppa mediamente 10 kWh, produce circa 2 kg di CO2 e permette di generare 3 kWh di elettricità. Per produrre l’energia occorrente in un ora ad un TAV occorre bruciare quasi 4000 mc di metano e generare 8 tonnellate di CO2.

Quindi spostare uno stesso numero di persone per un pari tragitto con un TAV si innalza il livello di CO2 di ben 9 volte rispetto a quello che accade con un treno convenzionale.

Questo calcolo molto approssimativo ( quanto banale) fornisce però l’ordine di grandezza del costo del comfort, in sostanza dei costi energetici di una scelta o meglio per valutare la sensatezza di un qualsiasi mezzo di trasporto. Viste le quantità, diventa difficile sostenere che la scelta di muoversi ad alta velocità con il treno sia ecologicamente sensato. La natura si è organizzata sempre economizzando energia il corpo umano è una dimostrazione tangibile di tale parsimonia, funziona con una potenza di 100W. Ne consegue che spostare una tale quantità di materia mediamente di 75 kg con auto che sviluppano potenza 1500 volte quella del metabolismo umano è poco sensato. Come è poco sensato spostare centinaia di corpi con mezzi collettivi che usano potenze nettamente superiori a quelle ragionevolemnte sufficienti. Probabilmente il problema " logico" di fondo è che occorre rivedere il paradigma " progresso" cercando di appropriarsi di una cultura che eviti di trasformare l'uomo da sapiens sapiens in stupid stupid. Cosa difficile poichè l'uomo è strutturato prevalentemente per credere e rimuovere i pensieri unici quelli che socializzano l'opinione è impresa ardua, come Lei ben sa!

Mi piacerebbe ricevere un Suo commento.

Saluti Cordiali

Lino Marcantonio

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