Allarme prostituzione. Coinvolti a migliaia

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Prostitute-3_1314099866.jpgLo sfruttamento sessuale, la tratta e il lavoro minorile purtroppo non sono fenomeni in regressione, in Italia, al contrario: un dossier appena diffuso dal Save the Children "I piccoli schiavi invisibili", realizzato alla vigilia della Giornata Onu in ricordo della schiavitù e della sua abolizione in 15 regioni italiane in collaborazione con l'associazione On the Road-Consorzio Nova, mostra dati allarmanti.

 

Per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale, il rapporto stima tra i 1.600 e i 2.000 minori sia di sesso maschile che femminile, coinvolti nelle prostituzione su strada, una porzione significativa rispetto alla prostituzione adulta stimata tra le 19 mila e le 24 mila unità. Ma crescente è anche lo sfruttamento sessuale ‘indoor', nel chiuso di appartamenti, che sarebbe tre volte superiore a quello su strada, con una presenza di minori pari a circa il 10% sul totale degli adulti coinvolti.

 

Tra le minori vittime di sfruttamento sessuale e costrette a prostituirsi su strada, anche molte ragazze nigeriane: al riguardo Save the Children rileva un aumento di arrivi di donne e minori non accompagnate nigeriane a Lampedusa e non esclude che tra di esse possano esserci vittime di tratta. "Non si può escludere, anche in ragione del fatto che sono quasi 6.000 ogni anno le nigeriane che vengono portate in Europa per essere sfruttate. Save the Children sta monitorando con attenzione la situazione delle minori non accompagnate", commenta Raffaella Milano, Responsabile Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia.

 

La rilevazione conferma che il gruppo di minori principalmente vittime di tratta è costituito da ragazze provenienti dalla Romania (46%) e dalla Nigeria (36%). Le minori rumene, in quanto cittadine comunitarie, giungono in Italia in modo abbastanza agevole, spesso con la promessa di un lavoro. Le nigeriane, invece, arrivano con falsi documenti e generalità, insieme alla loro sfruttatrice, fatta passare come sorella o parente, via mare o in aereo.

 

Per quanto riguarda l'ingresso via mare, in particolare a Lampedusa, si è registrato un incremento consistente di arrivi dalla Nigeria: fra aprile-agosto sono approdati sull'isola 4.935 migranti nigeriani, di cui 984 donne, 194 minori non accompagnati e 89 minori accompagnati persone, con un picco massimo nella prima metà del mese di agosto, momento in cui sono arrivati, secondo le stime di Save the Children, circa 2.170 migranti nigeriani, di cui 388 donne, 89 minori non accompagnati (prevalentemente adolescenti femmine) e 23 minori accompagnati.

 

Sul fronte invece dello sfruttamento sessuale dei minori maschi, le vittime sono principalmente adolescenti rom, tra i 15 e i 18 anni. Accanto a loro, sono coinvolti nella prostituzione anche minori maghrebini e rumeni.

 

Il dossier ‘I piccoli schiavi invisibili' sottolinea anche come a Roma e a Napoli si registri spesso una pratica nota come ‘affitto': gli adolescenti vanno a vivere, per un periodo, con clienti disposti a pagare cifre consistenti per poter godere di prestazioni di lungo periodo. La prostituzione ‘al chiuso' in appartamento, night e centri massaggi è un fenomeno sommerso ma particolarmente allarmante, anche vista la giovanissima età di molte prostitute.

 

Il rapporto stima che questo tipo di prostituzione sia 3 volte la prostituzione su strada e che i minori in essa coinvolti siano almeno il 10%.

 

Sul fronte della tratta e dello sfruttamento dell'accattonaggio Save the Children denuncia che sono principalmente di etnia rom i minori coinvolti, ma registra anche una presenza di minori provenienti da Marocco, Bangladesh e Africa sub sahariana.

 

Infine, sono 6.340 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia: Afghanistan, Tunisia, Egitto e Marocco sono i principali Paesi di provenienza. Quelli supportati da Save the Children sono 5.850 e l'ong evidenzia come siano giovani particolarmente esposti al rischio di subire sfruttamento.

 

"Occorre potenziare il sistema nazionale anti-tratta", conclude Raffaella Milano, secondo la quale bisogna lavorare anche con le comunità di provenienza delle vittime. Save the Children ha avviato un progetto in tal senso in Egitto e in Italia. ( Fonte: www.americaoggi.info)

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