" Alla scoperta dei fiamminghi " di Pier Paolo Mendogni

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1324476656201_0.JPGL'incisività del disegno e l’occhio acuto e disincantato con cui si osservano i particolari e le caratteristiche fisiognomiche delle persone e ambientali hanno qualificato la pittura nordica, portandola su un piano d’eccellenza. E lo si può constatare nella mostra sulla «Pittura fiamminga», che propone dipinti e disegni, in corso (fino al 28 gennaio) nella Galleria d’arte Farnese in borgo Scacchini. In mancanza di pubbliche iniziative sono i privati a farsi carico di organizzare manifestazioni che interessano gli appassionati d’arte. Stupisce quel Caino che sta infierendo col bastone su Abele caduto e che Rembrandt investe d’una luce accecante, tipica delle sue scene bibliche. Splendidi la «Testa di vecchia» segnata dagli anni e dalla vita di Luca di Leida e il «San Girolamo» macerato nella meditazione del Crocifisso di Hendrick Goltius mentre Frans Pourbus il giovane sottolinea il significato eucaristico dell’«Ultima cena» ponendo davanti a Cristo l’ostia e il calice della consacrazione. Stimolante è il confronto con gli artisti francesi: Nicolas Poussin con un volto che richiama il giovanile San Paolo, Antoine Watteau sulla scia di un autoritratto giovanile e Louis David con una testa cesarea. C’è pure Louis Watteau di Lilla che ha disegnato una leggiadra figura femminile che la biacca rende più leggera e luminosa.La brillante carrellata dei dipinti si apre con un eccezionale caposcuola, Frans Francken il vecchio, il cui piccolo ma intenso «Salvator mundi» ha delicate fattezze spirituali ben sottolineate dalla calda cromia. Tra i suoi allievi c’è il figlio Frans Francken il giovane che ha anche studiato in Italia: la sua affollata rappresentazione con Cristo sul Calvario che attende di essere crocifisso è uno straordinario concentrato di figure luminose, di sapienti dettagli che ne accentuano la drammaticità. Le scene di vita quotidiana sono tipiche della pittura nordica col loro realismo pungente e vitale. David Teniers il giovane è uno dei maestri con personaggi che bevono, chiacchierano, amoreggiano in ambienti scarsamente luminosi. Più burlesca la scena all’interno di un’osteria di Miense Molenaer. Jan Steen è uno dei grandi protagonisti della metà del secolo con ampi spazi scenici. Deliziosa la piccola, gioiosa Natura morta di De Vries che dialoga con le grandi tele di Boselli, dense di solidi umori. Un singolare uomo scimmia e battaglie costituiscono altri motivi di richiamo della sorprendente rassegna. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

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