Alla ricerca dei soldi perduti: dove finiscono gli € degli evasori

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/economia2/evasione_200_200.gifNel nostro paese la crisi è arrivata per tutti ma a pagare sono sempre gli stessi. Lavoratori dipendenti, pensionati, statali: il governo ha previsto per loro un altro buco su una cinta da stringere sempre di più. Finanziaria dopo finanziaria è il cosi detto ceto medio a dover sostenere l’urto di manovre economiche speciali. Ma in economia per ogni individuo che paga c’e ne è sempre un altro che incassa. E a far parte di questa seconda e privilegiata categoria sono i grandi evasori fiscali.

 

Un recente studio della Banca d’Italia sulle attività all’estero non dichiarate dagli italiani stima tra i 124 e i 194 miliardi di euro detenuti illegalmente all’estero. A questo tesoretto, che si attesta tra il 7,9 e il 12,4 del PIL, vanno sottratti quasi 90 miliardi di euro emersi con le segnalazioni dello scudo fiscale intervenuto nel 2009-2010. Il governo Berlusconi nel 2009 varò lo scudo fiscale facendo pagare agli evasori una modesta aliquota del 5% per far rientrare in Italia i capitali. In altri paesi come Germania, Spagna e Stati Uniti sono stati previsti strumenti simili ma la tassazione degli evasori si è attestata al 30%. Considerando questa aliquota – tra l’altro più bassa di quella applicata alla maggioranza dei contribuenti italiani – il regalo del governo Berlusconi agli evasori assume proporzioni enormi. Al condono infatti risposero circa 97 miliardi di euro: di questi però solo 39, 4 miliardi venero effettivamente scudati e rimpatriati in Italia. Conti alla mano ci sono ancora 57,6 miliardi di euro detenuti illegalmente all’estero ma comunque registrati dal fisco. Applicando a questo patrimonio un aliquota del 30% si potrebbero recuperare 17 miliardi di euro, più di un terzo della manovra lacrime e sangue caricata sulle spalle dei contribuenti regolari. Lo studio dei ricercatori di palazzo Koch ha mappato anche i luoghi dove gli italiani hanno maggiormente esportato i loro patrimoni: Svizzera, Lussemburgo, San Marino e Principato di Monaco sono i luoghi prescelti. Gli evasori esteri preferiscono nascondere i loro soldi in depositi e conti correnti (45,8 miliardi), seguiti dagli strumenti di debito (22,3miliardi) e dalle azioni e quote di fondi comuni (14,2 miliardi). I metodi più utilizzati per evadere il fisco italiano consistono nella sotto-fatturazione delle esportazioni, nella sovra-fatturazione delle importazioni e nel classico ricorso agli “spalloni”.

 

Fatturando di meno le aziende mostrano nelle scritture contabili l’abbattimento dei ricavi per trasferire profitti a controparti estere conniventi. Con la sovra-fatturazione delle importazioni, invece, i capitali vengono trasferiti all’estero facendo lievitare i costi della società importatrice; questo sistema può essere sfruttato anche dalle persone fisiche con dichiarazioni di false importazioni di beni o servizi. Passando dall’evasione fuori confine a quella sommersa in Italia i numeri continuano ad essere impressionanti. I dati della Guardia di Finanza dicono che nei primi cinque mesi del 2011 sono stati già evasi 23 miliardi di euro. Le Fiamme gialle, nella loro attività di contrasto all’evasione fiscale, hanno scovato oltre 20 miliardi di euro redditi non dichiarati e 5,5 miliardi di euro Iva evasa. Ma quali sono le categorie di persone che si celano dietro questi numeri? Sul sito evasori.info, basato su dati raccolti da segnalazioni anonime, è stata compilata una mappa geografica dei maggiori evasori fiscali. Al primo posto ci sono i costruttori di edifici in provincia di Treviso, al secondo gli operatori immobiliari nella provincia di Roma ed al terzo i ristoratori fiorentini. Segue il commercio all’ingrosso nella provincia di Brescia ed i “soliti” dentisti, medici, avvocati e notai della provincia di Roma. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Guido Petrangeli

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