" Al ridicolo non c'è mai fine " di Adriano Falanga

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica/tosi%20flavio_200_200.jpgSeparati in casa. É questa l’impressione avuta nel seguire l’ultima puntata di Ballarò, con ospiti il sindaco leghista Tosi e il Ministro Ignazio La Russa. Posizioni nettamente divergenti e toni non certo mielosi tra i due. Entrambi convinti di aver ragione, hanno fortemente sostenuto le proprie posizioni lasciando passare un chiaro e netto messaggio di coerenza sulle proprie posizioni. Ipocrisia, perchè se c’è una cosa che da ogni fronte viene fatta pesare al governo è proprio l’incapacità di seguire fermamente e in maniera netta e univoca l’evolversi delle vicende libiche. Ipocrisia anche leghista che dopo aver populisticamente minacciato tuoni e fulmini sulla legislatura in corso, alla fine ha annunciato in pompa magna ai suoi militanti di aver vinto la “giusta causa” pacifista. Insomma, scongiurato il pericolo “uomo nero profugo”.

 

La Russa, orgoglioso come sempre, si dimenava per specificare che l’accordo è stato modificato dal Pdl e scritto da loro, e la conseguenziale firma della Lega sarebbe quindi stata una vittoria del Pdl, non viceversa. In pratica, il Governo s’impegna a chiedere agli alleati di stabilire una scadenza temporale ai bombardamenti. Come le regole del Nascondino, chi sta sotto conta fino a 100, poi si volta ed esclama “chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori”… Una guerra a scadenza insomma.

E sia La Russa che Tosi erano impegnati a far capire bene al pubblico di chi fosse la vittoria per aver partorito una simile scemenza. Perchè, diciamolo, di una scemenza si tratta. L’accordo in realtà non ha certezze, non ha dati certi. E’ solo un demagogico e non chiaro papello, vago e indicativo.

Sia spiegato come s’intende finanziare le azioni militari di fuoco senza aumentare le tasse. Sia spiegato in che forma e modalità s’intende coinvolgere gli alleati nella gestione degli immigrati e infine, ma non per ultimo, sia spiegato il come s’intende andare alla Nato e chiedere “la data di scadenza” delle operazioni militari. Non c’è dubbio che gli alleati possano riderci dietro, per l’ennesima volta, nel constatare in che condizioni è la nostra maggioranza di Governo.

 

Sono squisitamente ridicoli, perchè parliamo di accordi internazionali, e gl’impegni militari non scadono, non possono certamente prevedere un arco temporale di azione, sono presi “fino al raggiungimento dell’obiettivo, dello scopo”. Che senso ha bombardare oggi e smettere tra un mese quando la situazione scatenante l’intervento è immutata? Una guerra è guerra, non esiste guerra a mezzo servizio, non esiste guerra a scadenza, Ci stiamo semplicemente coprendo di ridicolo sul palcoscenico internazionale. É oramai netta ed evidente che l’Italia non ha una sua posizione ferma e decisa. Non possiamo andare in sede Nato a far capire che partecipiamo ad una guerra che in realtà non vogliamo, e non ne siamo del tutto convinti. Un accordo quando è preso va rispettato, punto.

La Lega ha poco da gioire, in realtà se da un lato ha mostrato agli italiani la sua forza decisionale nel Governo, ha mostrato pure il come ha ceduto per l’ennesima volta alle promesse di Berlusconi.

Altra pagliacciata dell’accordo è il “non intervento con forze di terra”. Così come “non intervento di fuoco, ma solo logistico” di un mese fa. Abbiamo siglato un accordo internazionale che prevede il raggiungimento dell’obiettivo “con ogni forza necessaria”. Quindi, e la Lega se ne faccia una ragione, siamo in guerra, e una guerra è tale, senza se e senza ma, e il Governo decida da che parte stare e come starci. Oramai siamo già ampiamente sommersi di ridicolo, salviamoci quel poco di dignità internazionale, se un briciolo ne esistesse ancora. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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