Al Commissario per l'Ambiente non piacerebbe nuotare in Italia

Negli ultimi anni la qualità balneare delle spiagge europee, sia nell’entroterra sia al mare, è migliorata considerevolmente.

 

L’anno scorso, da quanto si evince nell’ultimo “Rapporto sulle acque di balneazione” della Commissione europea, gli standard minimi europei sono stati raggiunti dal 96% delle spiagge costiere e dal 90% delle spiagge lacustri e presso i fiumi.

 

Questo deriva dall’80% del tasso di conformità per le spiagge costiere nel 1990 e il 52% per le acque dolci. “Negli ultimi 30 anni, la qualità delle acque di balneazione in Europa è notevolmente migliorata grazie a norme europee e nazionali, ma il nostro lavoro non è finito” ha affermato il Commissario per l’ambiente Janez Potocnik in seguito alla pubblicazione del rapporto giovedì (10 giugno, NdR). “Anche se ormai da dieci anni la qualità delle acque fa registrare livelli molto positivi, dobbiamo continuare a impegnarci per mantenere i risultati ottenuti e per migliorare”.

 

Quasi tutti i siti di balneazione costieri di Cipro, Francia, Grecia e Portogallo rispettano i “valori guida” europei più severi. In ogni caso, il 2% dei siti balneari costieri sono stati banditi nel 2009 e la maggior parte si trovavano in un unico Stato membro: l’Italia.

 

Inoltre, solo il 46,4% dei siti balneari d’acqua dolce ha soddisfatto i livelli minimi di qualità l’anno precedente, meno del 19,4% rispetto al 2008. Questi risultati hanno spinto il Commissario a dichiarare che non si recherebbe a nuotare nel paese. “L’Italia ha molto su cui lavorare” ha affermato. “Non sono a conoscenza delle discrepanze, ma nuoterò dall’altra parte”.

 

I siti balneari d’acqua dolce hanno rivelato una variazione maggiore nella qualità delle loro acque, secondo la commissione, ma i luoghi migliori dove nuotare per quanto riguarda laghi o fiumi sono in Finlandia, Francia, Germania e Svezia. ( Fonte: minitrue.it )

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