" Adèle e l’enigma del faraone" . La recensione

La carriera artistica del cineasta Luc Besson è lastricata di film dal successo straordinario, proprio come le avventure di Adèle, che racconta nell’adattamento cinematografico dei fumetti di Jacques Tardi. Il primo episodio de Le avventure straordinarie di Adèle Blanc-Sec è stato pubblicato nel 1976.
Da allora il gradimento, delle avventure che Tardi scrive, continua, tanto che a breve sarà pubblicata la decima raccolta di fumetti di Adèle, probabilmente anche l’ultima a detta dello stesso autore: “sento la necessità di mettere un punto”.
In Italia è stato pubblicato il primo dei due volumi, che raccoglie tutti gli episodi della serie di fumetti, da Rizzoli.

Parigi 1911. Un uovo di pterodattilo si dischiude misteriosamente, cercando di prendere il volo dal Museo di Storia Naturale. Riuscito a liberarsi sorvola la città e aggredisce alcune persone. Nel frattempo la giornalista e scrittrice di romanzi d’appendice Adèle Blanc-Sec si reca in Egitto alla ricerca della tomba di un Faraone. Suo malgrado si troverà coinvolta in avventure incredibili e farà la conoscenza di personaggi stravaganti e si scontrerà con personaggi pericolosi. Luc Besson, dopo essersi occupato della trilogia di Arthur (e il popolo dei Minimei), si immerge totalmente in una nuova avventura cinematografica, che trae le sue origini parecchi anni fa. Il regista viene catturato dall’universo e dall’eroina, che in esso si muove, creati da Jacques Tardi. Passano dieci anni, ricchi di varie vicissitudini, prima che il film prenda vita.
L’intento di Luc Besson è stato quello di non tradire lo spirito e l’essenza dell’eroina di Tardi. La sceneggiatura, invece, si presenta diversa, pregna dell’inventiva del suo autore.

Besson descrive, ancora una volta, i punti di forza di una donna: la sua indipendenza, intraprendenza, determinazione. Adèle affronta qualsiasi ostacolo gli si pari davanti, mostrandosi coraggiosa quanto e, forse anche, più di un uomo.
Una donna che non si arrende mai, pur di raggiungere il suo obiettivo. Da sempre il cineasta prova una grande fascinazione per l’universo femminile, per l’eroina piuttosto che per l’eroe. La figura femminile, sia essa protagonista o meno, non è mai, nei film di Besson, una femminuccia, tiene testa alla sua controparte maschile con intelligenza e astuzia.
Questa è diventata col tempo una peculiarità della sua poetica, che la si ritrova in Nikita, nella Mathilda di Léon, nella Leeloo de Il quinto elemento fino alla principessa Selenia della trilogia di Arthur, tutti i suoi film hanno questa costante che attrae anche lo spettatore.
L’ambientazione è Parigi alcuni anni prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Besson ha scelto di mantenere l’epoca dei fumetti in quanto in quel periodo la città è la più bella possibile, è l’ultima epoca di grande spensieratezza e leggerezza, un periodo ricco di creatività, in cui le invenzioni, tutte nuove e diverse, si susseguono l’una all’altra.

Per ciò che riguarda la fotografia, come pure gli altri aspetti tecnici, il cineasta ha lavorato con la sua squadra di sempre, perché è in sintonia con tutti loro e riescono a dare ciò di cui ha bisogno il film. Numerose ricerche sono state fatte sull’Antico Egitto ed è stata molto proficua la collaborazione di Tardi che ha messo a loro disposizione la sua biblioteca privata, provvista di libri e di documenti d’epoca.
Un intenso lavoro è stato fatto sui costumi e sul trucco, tanto che alcuni attori sono irriconoscibili. Louise Bourgoin è perfettamente credibile nei panni di Adèle, delineando una certa commistione di freschezza, candore, furbizia e consapevolezza delle proprie capacità, mostrandola a volte buffa, apparentemente goffa, ma ricca di risorse. Un tipo che si caccia spesso nei guai, ma riesce a uscirne con un po’ di immaginazione.
Adèle e l’enigma del faraone è un film fantastico ricco d’azione e di mille avventure, con un’ambientazione storica molto curata, con un’eroina simpatica e attraente, che porta solarità ovunque vada.
Besson ha realizzato un film che non smentisce le sue doti come narratore e come cineasta. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

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