" Abuso di Politica" di Emilia Urso Anfuso

Che il concetto di Politica – negli anni – abbia subito notevoli cambiamenti, è palese. Ma mai come oggi, un’arte intesa alla gestione del bene comune diviene distorsione preterintenzionale, consumandosi in un bieco abuso di Politica. Già, perché della nobile arte – quella della Politica appunto – non rimane ormai più nulla.

Sfrondata da ogni lato di quell’essenza fondamentale protesa alla gestione delle istanze della Comunità, perde oggi non solo contenuto ma anche efficacia. Perché nel momento in cui, non si sa bene quando, il mondo della Politica ha deciso di occuparsi d’altro piuttosto che dei propri cittadini, si è compiuto un omicidio fra i più efferati: si è uccisa la Democrazia e tutto ciò che essa comporta.

Il politico medio dei giorni nostri, non assomiglia nemmeno un po' ai politici di vecchia memoria, quasi tutti ormai ricordati con un epitaffio su una lapide. Non si ritrova alcuna presenza di volontà e capacità di gestire territorio e cittadinanza, alcuna volontà di prendersi meritorie responsabilità nei confronti del proprio elettorato. La Politica divenuta arma o valore da svendere, a seconda del momento e degli eventi. Più nulla. Tutto bruciato a colpi di non-sense e scandalosi scivoloni a volte vicini al ridicolo.

Responsabilità. Ecco cosa sta mancando fondamentalmente. Quel senso di responsabilità dovuto come premio supremo a chi ha operato una scelta attraverso un voto. Quella gratitudine ricambiata da fatti concreti e poche parole. Quel lavorare attivamente per un Paese, gli abitanti ed il territorio.

Nulla di tutto questo nelle giornate di ogni Italiano. Solo biechi teatri di tutt’altro che Politica. Manca la progettualità. Mancano le idee. Manca la volontà di tutti coloro chiamati a grandi decisioni, che non decidono altro se non di urlare a squarciagola un qualche personalissimo punto di vista che non giova a nessuno.

L’Italia trasformata in palco osceno. Di scene altrui. Viste e riviste mille volte come in un teatro di terz’ordine che rimanda le stesse scene stancamente. Ogni cosa appare bloccata. Rimossa. In attesa di tempi che non verranno mai. Spazio a fatti che di Politica non hanno nemmeno il più antico odore. Manca la Politica perchè di Politica si sta abusando. In ogni ambiente.

Si sta non più operando politicamente, bensi usando la Politica come scudo, riparo, sostegno, segno di Potere, qualsiasi cosa ma non per il territorio e la cittadinanza. Si abusa di posizioni spesso ottenute solo per simpatia e non per merito. Si abusa di appellativi che lasciano il tempo che trovano. Si ottengono favori e facilitazioni per il solo fatto di poter abbinare il proprio nome alle parole Governo, Stato, Consiglio Regionale. E’ una falla. Una aberrazione. Un errore. Un difetto.

Nessuno può beneficiare di facilitazioni, sostegni e stipendi da favola se di contro non vi è una contropartita equa nei confronti della Comunità. Perché altrimenti è abuso. Di Potere. E di Politica.

Si usa e si abusa della Politica per altri scopi. Tutti, nessuno escluso, avversi all’origine stessa della parola. Si vestono gli abiti del Politico che tutto fa tranne Poitica: da Destra a Sinistra, anche qui, nessuno escluso.

Si è creata una sorta di grande comitiva di persone varie ed eventuali, che galleggiano e ristagnano in un limbo che risiede altrove, che non conosce dolore, disperazione, morte e vessazioni. Un limbo che appanna la visione della realtà comune. Gente che oggi ritiene di dover dare solo parole ad un pubblico ormai obnubilato dal crescente caos creato un pò ad arte ed un pò venuto su per caso.

Una perfetta rappresentazione di qualcosa di inesistente. Un miraggio. Una allucinazione. Politica usata ed abusata. Mai operata. E si va avanti così. Nella perversione voluta da chi, invece di gestire, ormai controlla ed impone. Ultima, estrema aberrazione di uno Stato ex Democratico, che vive ormai soltanto di parole e qualche immagine in bianco e nero. Intanto laggiù, laggiù lontano, milioni di persone non tentano più nemmeno di capire. Percepiscono il danno. Ma non sanno che fare. Vittorioso ma alquanto scadente risultato per chi ha pensato bene di ricevere sempre, senza dare nulla.

Quanto durerà ancora? Durerà finché non vi sarà un risveglio della coscienza di ogni singolo cittadino, nuovamente pronto a voler comprendere, rivalutare e procedere all’esclusione – dalla propria virtuale agenda – di ogni nome macchiatosi di una qualsiasi mancanza verso la società civile. Solo allora potrà compiersi il miracolo. Solo allora potremo parlare di rimonta e rimboccarci tutti le maniche per far rinascere un Italia più nostra che loro. E finalmente, rivedere l’alba di giorni carichi non più di promesse ma di fatti. Credeteci tutti. O saremo persi per sempre. ( Fonte: www.agoravox.it)

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