A scuola si taglia anche l'inglese. Parleremo padano?

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/cultura/gelmini_200_200.jpgA fare la conta dei danni causati dalla Riforma Gelmini, il ministro della pubblica istruzione a fine anno scolastico non si salverebbe nemmeno con gli esami di riparazione. Camminando sulle macerie del sistema di istruzione pubblica, ci accorgiamo che la ministra berlusconiana con la sua riforma dei tagli ha levato 400 milioni di euro all’università, e ora ne sta sprecando circa 6,2 che l’Europa ha stanziato per i fondi PON con l’ultima tranche di fondi strutturali previsti per la tranche 2007-2013. Fondi da destinare alla ricerca e sviluppo nelle regioni a obiettivo uno come Calabria, Sicilia, Puglia Campania ma dei quali finora ne sono stati utilizzati, secondo le stime della Ragioneria di Stato, solo 1.62 miliardi, e siamo nel 2011.

 

Ma senza voler far per forza del meridionalismo, la ministra ha usato la forbice anche al nord a onor del vero, tagliando i corsi triennali in ingegneria ambientale e informatica dal prossimo anno accademico anche alla storica Alma Mater di Pavia. Con un colpo di spugna e un testo sottoscritto il 21 marzo al Municipio di Mantova a tarda sera, tra ministro della Pubblica istruzione, Regione, Politecnico di Milano e Fum, la ministra ha tagliato i corsi in ingegneria e spalancato le porte al corso in lingua straniera su restauro e valorizzazione dei siti Unesco per la felicità del sindaco architetto Nicola Sodano, che già sognava una cattedra da tempo.

 

Proseguendo questa passeggiata tra una frattura e l’altra, c’è da rilevare che certamente gli italiani nel mondo non spiccano per le la loro capacità poliglotte, tutta colpa di quelle poche ore di lezione d’inglese nelle scuole, che ti obbligano ad iscrivere i tuoi figli ai corsi privati, eppure la riforma ha previsto un taglio di circa il 12 per cento, pari a 66 ore in meno di inglese in cinque anni, a scapito della lingua universale. Meno inglese nei licei scientifici, stabile la situazione nei licei classici, dove l’inglese si studia solo nel biennio perché dopo non serve, e tragico ridimensionamento negli’ex istituti per il turismo, oggi definiti istituto tecnico economico con indirizzo turismo, che rinuncerà a 132 ore di inglese. Forse in futuro nel bel paese con i turisti si parlerà padano.( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

Autore: Manuela Caserta

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