A Pontida va in onda la palude padana

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica3/bossi%20bello_200_200.jpgNon c'è altra priorità per Umberto Bossi: libertà per il suo popolo. Ma si tratta, come sempre, di libertà materiale che significa denaro per il nord. Per il leader del Carroccio è indispensabile abbassare le tasse come peraltro sostiene Silvio Berlusconi anche se il senatur ammette che il sistema finanziario internazionale non lo consentirebbe perché «ci farebbero fare la fine della Grecia». La soluzione? Farla finita con le missioni di pace considerando che solo la Libia al nostro paese è costata finora un miliardo compresa l'emergenza immigrati, argomento irrinunciabile per continuare a non deludere la base che ultimamente sogna meno di qualche anno fa. È per questo che si rivolge a Tremonti e a Berlusconi: se volete i voti della Lega in parlamento non toccate più comuni, imprese e artigiani e a tal fine occorre modificare il patto di stabilità.

L'unico messaggio degno di nota è quello che spiega che la premiership di Berlusconi è in discussione e può finire con le prossime elezioni politiche. Tutto dipenderà da cosa metterà nero su bianco. Secondo Bossi la Lega può andare anche da sola perché è ancora molto forte anche dopo la batosta amministrativa di maggio. Ma far cadere ora il governo sarebbe un regalo alla sinistra. Un insieme di ricatti, quindi, come ampiamente previsto. Un ultimatum a lunga conservazione che vorrebbe valere fino al 2013.

Ciò che Bossi descrive come ostacolo ai programmi della Lega è quindi una sorta di asse Berlusconi-Tremonti pur sapendo che tra i due non corre buon sangue, soprattutto in queste ultime settimane. Rivolgendosi al ministro Tremonti sottolinea che neanche la sinistra aveva strangolato con un'azione fiscale così repressiva come quella di Equitalia. E Bossi chiede già per martedì norme per alleviare la sofferenza di cittadini e imprese del nord, limitando l'azione del “riscossore di Stato”.

 

Anche l'altro grande tormentone del momento invade Pontida. Ai ministeri al nord la Lega non vuole rinunciare, soprattutto a quello dell'Industria. Viene così sdoganato innanzi al popolo verde quest'altro cambio di identità del partito del nord: un po' di sana e improduttiva burocrazia romana non guasterebbe anche in quella “vergine” Milano. Un'idea che secondo Bossi era già stata avallata dal presidente del consiglio che poi «ha avuto paura».

 

Bossi non raccoglie le urla che inneggiano alla secessione. Il suo è un silenzio significativo che dimostra quel nuovo ed evidente carattere della Lega che di lotta non ha più nulla. Meglio non farneticare sulla separazione dall'Italia perché la Lega è un partito di governo, nulla di più. Poi, un'altra dose di demagogia parlando di costi della politica che per Bossi andrebbero ridotti, dimenticando che la moltiplicazione delle poltrone e l'aumento delle spese di governo sta ampiamente beneficiando anche la Lega soprattutto sul territorio.

 

In conclusione, nessuno si aspettava chissà quali novità da immettere nell'arena politica, ma un discorso così debole ha deluso tutti. È l'ennesima manifestazione di fedeltà a un sistema che anche la Lega ha contribuito a costruire nonostante cerchi di prenderne le distanze innanzi alla sua opinione pubblica. Qualche beneficio, tuttavia, lo avrà prima che qualcuno coraggiosamente stacchi la spina a questo club di moribondi. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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