A Milano (e non solo): oltre gli steccati, in nome del bene comune

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/oltresteccati_200_200.jpgErano gli anni settanta, non ricordo il periodo esatto. Quello che ricordo bene sono gli insulti di cui fui oggetto perché mi permisi di andare ad una festa di quartiere, io così connotata a sinistra, insieme a un ragazzo di destra, un amico d’infanzia con il quale ci scambiavamo confidenze sui reciproci amori adolescenziali e c’imbarcavamo in furiose litigate politiche.

 

Quell’episodio (fui attaccata pubblicamente e redarguita privatamente dai “ compagni”) non riuscì ad allontanarmi dal volontariato politico ( ci credevo e ci credo ancora), né dal mio amico. Ciò non significa che non fossi anch’io vittima delle barriere ideologiche di quegli anni, e di molti anni a venire: vivevo come contraddittorio il mio stesso comportamento pur senza riuscire a rinunciarvi.

 

Venendo ai giorni nostri c’è da dire che nel tristissimo scenario politico nel quale siamo ahimè calati, esiste almeno un motivo di consolazione e cioè il senso di reciproco rispetto che sta facendosi strada tra persone pur ideologicamente distanti, accumunate dagli stessi valori.

 

Inoltre il convincimento che tutti, proprio tutti, abbiano gli stessi diritti ( e doveri) e che questi debbano poter essere esercitati col sostegno (e sostenendo) le istituzioni fondamentali dello stato, sta rafforzandosi – forse per legittima difesa - in molti cittadini a prescindere dal loro convincimento ideologico e dalla loro scelta di campo.

 

L’organizzazione di una moderna destra, democratica, repubblicana, costituzionale e aggiungerei, rispettabile, che negli ultimi decenni non s’è vista nel panorama italiano (quella per capirci che non finge di credere alla storia della nipote di Mubarak, che prende le distanze dall’ennesima legge ad personam – la cosiddetta prescrizione breve - che non inveisce contro la magistratura, che non pensa di mandare indiscriminatamente “ fora dai ball” gli immigrati e che opera affinché le opportunità siano il più possibile distribuite equamente), non può che essere salutata positivamente da qualsivoglia persona per bene e col senso dell’uguaglianza.

 

Di questo mi auguro siano convinti e tengano conto tutti quelli che saranno chiamati a votare a Milano alle prossime amministrative, tutti quei cittadini che potranno far sì che l’opportunità storica della candidatura a sindaco di Giuliano Pisapia contro la logica del potere, dei soldi, del privilegio, del disprezzo delle istituzioni, della disuguaglianza si concretizzi davvero.

 

Se supereremo gli steccati ideologici, come è giusto che sia, diverrà un obbiettivo realizzabile. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Daria Colombo

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