A Lodi si va a scuola di " Terra Buona"

La Provincia di Lodi ha partecipato quale “docente” al corso di formazione professionale promosso da Cesvip (Centro Sviluppo della Piccola e Media Impresa) presso il Parco Tecnologico Padano.

Un’iniziativa di grande merito, quella del Cesvip, che consente in modo gratuito a giovani che devono fare il loro ingresso nel mondo del lavoro o a persone che il lavoro lo hanno perso, di acquisire competenze e professionalità in ambito agro-alimentare, per poi potersi riproporre sul mercato del lavoro stesso.
Il corso, iniziato lo scorso 5 ottobre e destinato a terminare a febbraio dopo ben 400 ore di lezione, mira a costruire professionisti utili per aziende del settore agro-alimentari e per Istituti di controllo ma senza dimenticare di infondere un certo spirito imprenditoriale, che oggi più che mai appare importante.
Ai corsi partecipano 15 persone, il 60% delle quali diplomate ed il 40% laureate, dai 19 ai 35 anni.
Il tutto, con il pieno riconoscimento della Regione Lombardia, che al Progetto Academy ha riconosciuto, unico nel Lodigiano, il titolo di Lombardia Eccellente.

Nell’ambito del corso di formazione, tra la materie di studio scelte, anche il Marchio di qualità della Provincia di Lodi, il Lodigiano Terra Buona, un’esperienza che presenta caratteristiche uniche: “prima fra tutte, quella di averla applicata ad un territorio di pianura caratterizzato da agricoltura intensiva – ha spiegato Giampietro Moretti, tecnico della Provincia – ma il marchio è partito proprio dalla considerazione che anche questo tipo di agricoltura su vasta scala andava incontro a difficoltà e dunque necessitava di nuovi sbocchi”. La sfida era dunque quella di contraddistinguere la produzione di materia prima agricola, legando la qualità al rispetto di particolare requisiti di produzione.

Inoltre, ha spiegato Moretti, il Lodigiano in alcuni casi ha molta materia prima, ma non prodotti finiti: è il caso del suino, presente sul territorio con mezzo milione di capi senza però che esista una vera e propria industria di trasformazione (come avviene invece a Parma o a Piacenza). E’ proprio però la trasformazione (ossia il prodotto) che poi il consumatore percepisce e che crea il maggior valore aggiunto: il marchio Lodigiano cerca quindi di promuovere ed incentivare i cicli produttivi.
Dopo un passaggio sui disciplinari esistenti e sulle loro caratteristiche, Moretti ha chiuso con i progetti futuri, riguardanti la rintracciabilità genomica, che coinvolge il Parco Tecnologico Padano ed un consorzio di produttori che garantisca commercializzazione e servizi.
Il produttore di latte crudo Paolo Baronchelli ha invece portato l’esperienza diretta di imprenditore coinvolto nel Marchio.


Con gli obiettivi che ci siamo proposti – fanno invece sapere dal Cesvip – il corso non non poteva che essere fatto in simbiosi con il territorio lodigiano, che dell’agroalimentare ha fatto uno dei suoi punti di forza. Fondamentale anche la partnership con il Parco Tecnologico Padano, che ha dato la possibilità all’ente di formazione di aprire una sede e un laboratorio all’interno della propria area e affianca CESVIP nella Direzione scientifica del progetto”. ( Fonte: Sito Provincia di Lodi)

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