A giugno andiamo a votare: non si scippa la democrazia

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica/celentano_sky_200_200.jpg«Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare», ha scritto Adriano Celentano in una lettera al Fatto quotidiano. E al di là del merito dei quesiti, al di là delle polemiche sui contenuti, al di là della contrapposizione tra partiti, tra maggioranza e opposizione, tra destra e sinistra, al di là di tutto si tratta di un appello da sottoscrivere: a giugno gli italiani devono far sentire la propria voce.

 

È - come capita assai spesso, in questi ultimi mesi - una questione di democrazia. È una questione di rispetto, innanzitutto. Rispetto del “patto con i cittadini” e delle istituzioni, rispetto della verità e della buona politica. Perché le italiane e gli italiani sono stati chiamati a dare un loro giudizio su questioni fondamentali per il futuro del nostro paese, a partire proprio dalla politica energetica su cui si baserà lo sviluppo del nostro paese per i prossimi decenni. E non è accettabile che si “scippi” questa opportunità di esprimersi, solo per la paura di vedere bocciata dalla “voce del popolo” una delle tante leggi ad personam con cui il presidente del Consiglio ha inquinato il dibattito pubblico. Che lo si faccia per la paura, in sostanza, di svelare al mondo che quel “consenso”, quel golem su cui il premier ha costruito tutta la sua carriera politica, ormai si è infranto in mille pezzi. E, soprattutto, che lo si faccia con trucchetti e con menzogne.

 

«Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri, - scrive ancora il cantante - mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini». Sì, facciamolo. Facciamoci sentire comunque. Per il nucleare o contro, per l’acqua pubblica o per la privatizzazione, a favore o contro il legittimo impedimento. Ma non facciamoci imbavagliare, stavolta. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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