8 marzo: dopo il 2° figlio lavora solo una madre su 2

http://www.ilsalvagente.it/immagini/aaallatto.jpgPiù che donna Cenerentola. Anche se da queste italiche parti qualcuno direbbe, senza vergogna, "custode del focolare". Nel giorno dell'otto marzo, anno 2011, la madre italiana “tipo” è ancora come quella di trent’anni fa: dopo il primo figlio lascia spesso il lavoro, dopo il secondo, le probabilità di farlo aumentano ancora di più. Oggi le occupate tra i 25 e i 54 senza prole sono quasi sette su dieci, ma scendono con l’aumentare dei figli: tra chi ne ha tre solo quattro su dieci lavorano.

Numeri impietosi

I dati arrivano dall’Eurostat, l’Istituto statistico europeo. E impietosi come solo i numeri sanno essere mostrano un paese dove, più che altrove, la madre sembra fatta per stare a casa. Che sia per la mancanza di asili nido, o per certa mentalità tutta italiana questo Eurostat non lo dice, ma nella classifica dell’occupazione femminile l’Italia è fanalino di coda, sempre.

 

Peggio solo Malta

Così eccoci al 63,9% di occupazione per donne senza figli, contro la media europea del 75,8%, e con la Germania che sfiora l’82 e la Finlandia che registra un 83,2%. Va molto peggio dopo il primo figlio: la percentuale tricolore precipita al 59% (media Ue 71,3), e continua calare dopo il secondo (54,1%) e dopo il terzo (41,3%). Peggio di noi fa sempre e solo Malta, mentre anche dopo il secondo figlio gli altri paesi Ue hanno ancora un tasso di occupazione ben oltre il 70%.

 

Il caso Francia

Merito solo dei rigidi paesi del Nord? Non proprio. In cima alla classifica delle occupate non ci sono solo i “soliti noi”, come Olanda, Belgio, Finlandia, ma anche la Francia. A dire che anche un paese che affaccia sul Mediterraneo, con costumi e mentalità più simile alla nostra, ha imparato a valorizzare l’apporto delle donne. La Francia insegna anche un’altra cosa da questo punto di vista. Tra il primo e il secondo figlio il tasso di occupazione non scende di mezzo di punto. Come a dire che dopo le inevitabili difficoltà della prima maternità il tessuto sociale consente alle donne di averne un secondo senza dovere fare ulteriori sacrifici in termini lavorativi. La Francia non è il solo esempio: ne è piena l’Europa.

Ma in Italia non è così. Domani è otto marzo, festa della donna. Sarà il caso di rifletterci.( Fonte: www.ilsalvagente.it)

Autore: Giorgia Nardelli

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